Ruba per anni l'energia elettrica e viene assolto
Sentenza a sorpresa nel processo a carico di un uomo residente a Vaiano: era sbagliata l'accusa perché non ci fu violenza sulle cose
PRATO. Quando l'avvocato difensore ha chiamato il cliente per informarlo che era stato assolto, questo credeva che l'altro scherzasse. «Ma mi sta prendendo in giro?» ha chiesto in perfetta buona fede. Eppure era andata proprio così: accusato di aver rubato per anni l'energia elettrica realizzando un allacciamento di fortuna, un uomo residente a Vaiano, è stato assolto perché il capo d'imputazione era formalmente sbagliato: dovevano processarlo per furto semplice e invece lo hanno processato per furto aggravato. Mancando la querela di parte, il giudice non ha potuto far altro che assolvere l'imputato.
I fatti risalgono al 2011, quando i tecnici dell'Enel scoprirono che un'abitazione di Vaiano era alimentata prendendo corrente da un contatore che doveva essere staccato: c'era il classico allaccio artigianale dei fili. All'uomo che occupava quella casa la corrente era stata staccata tre anni prima perché non pagava le bollette. Lui, continuando a non avere abbastanza soldi, decise di fare l'attacco abusivo, ben sapendo che prima o poi l'avrebbero scoperto. E infatti, dopo il controllo dei tecnici, gli arrivò una bolletta da 9.000 euro (che naturalmente non era in grado di pagare) e la denuncia penale.
Nel corso del processo però è emerso che il ladro di corrente aveva semplicemente attaccato due fili che aveva trovato già pronti, e dunque non c'è stata violenza sulle cose. E dunque non per furto aggravato doveva essere giudicato, ma per furto semplice, come ha sostenuto il suo avvocato Patrizio Fioravanti, a cui il giudice Monica Jacqueline Magi ha dato ragione. Sempre nel corso del processo l’imputato aveva ammesso le proprie responsabilità dicendo che era stato lui a collegare i fili elettrici, e si era rassegnato alla condanna. Ecco perché è rimasto molto sorpreso quando ha ricevuto quella telefonata dall’avvocato.
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