In centinaia in attesa della disoccupazione
L’Inps è ferma ai pagamenti di giugno e le pratiche di luglio non sono ancora evase «Il programma informatico per inserire le richieste è arrivato solo a metà luglio»
PRATO. In centinaia, a Prato, sono in attesa di riscuotere l’indennità di disoccupazione, la Naspi. L’Inps però è in forte ritardo. I pagamenti sono fermi al mese di giugno e le cose non sembrano messe bene dal momento che molte pratiche, inserite i primi di luglio, non sono ancora state evase. Non solo non sono state pagate ma non sono proprio state neppure guardate. Tanto per dare un’idea da maggio solo la Cgil ha presentato 1.076 domande, di cui ne sono state accolte 237. Percentuale non troppo diversa alla Cisl. All’origine dei ritardi nell’elaborazione delle domande sembra ci sia la consegna, arrivata in ritardissimo, dell’apposito programma informatico alle sedi Inps. Due più due fa quattro e in una provincia, come quella di Prato - dove oggi la precarietà e la mobilità da un’azienda all’altra sono molto alte - i tempi di attesa sono diventati insopportabili per chi deve contare su quell’indennità per vivere.
In alcuni casi si rasenta il comico. E’ la situazione di Emanuele Bresci, insegnante precario, che i primi di luglio ha presentato domanda di disoccupazione e che oggi, riavuto l’incarico, deve bloccarla. Ma non può. Non solo non ha avuto quello che gli spetta per questo periodo di disoccupazione ma la sua pratica non è stataneppure inserita e quindi non può essere bloccata. «In questi casi - spiegano Stefania Di Domenico e Andrea Giannini di Cgil e Cisl - abbiamo accordi con l’Inps di inviare una mail certificata in cui segnaliamo la sospensione».
«Il problema non è dei dipendenti dell’Inps - sottolinea Giannini - che stanno facendo i salti mortali per inserire le pratiche. La Naspi è infatti stata approvata a maggio e solamente a metà luglio è arrivato loro il programma per inserire le richieste. Va da sè che a Prato si è accumulata una mole di pratiche enorme».
Identica posizione per la Cgil. «Il personale è sempre lo stesso. Sono pochi, il lavoro è molto e la collaborazione c’è» commenta Di Domenico.
A non funzionare semmai è il sistema che di fatto, per un motivo o per l’altro non garantisce il rispetto di una tempistica accettabile nel pagamento dell’indennità di disoccupazione. Sta accadendo ora per la Naspi ma non è stato troppo diverso negli anni per la cassa integrazione in deroga (in questo caso i pagamenti venivano sospesi in attesa del rifinanziamento dell’ammortizzatore sociale) o della mobilità.
«Un ritardo - commenta con ironia Gianni Bianchi, anche lui lavoratore in Naspi - che non c’è per l’offerta avuta da Inps per andare all’Expo: biglietto omaggio e sconto per il treno. Peccato che non mi abbiano ancora pagato e che Expo in due anni di lavori stagionali è la prima comunicazione ricevuta dall’Istituto di previdenza».
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