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Abolito il riposino all'asilo per colpa del rischio terremoto
Protestano i genitori dei bambini che frequentano la materna di Paperino. La scuola: "Una sola maestra non farebbe in tempo a rimettere le scarpe a tutti". Tolti anche i giochi dal giardino: nemmeno quelli erano sicuri
PRATO. Addio alle casette, agli scivoli e al castello: rimane solo la desolazione di un giardino vuoto. Fine anche del riposino pomeridiano, anche se ormai sono poche le materne che lo fanno fare ai bimbi piccoli. Motivi di sicurezza in caso di terremoto a fronte di un organico ridotto, spiegano dalla direzione scolastica. Ma i genitori della scuola dell’infanzia di Paperino (sede di via Pastore, istituto comprensivo “Primo Levi”) affilano le unghie e con una lettera intendono chiedere la sostituzione dei giochi rimossi con tanto di spiegazioni sulla sicurezza e tutela dei figli lontano da casa. E pensare che quei balocchi colorati per far scorrazzare i più piccini fuori dalle aule, alcuni dei quali erano effettivamente deteriorati, furono acquistati solo cinque anni fa grazie a una colletta dei genitori.
«E invece poco prima che riprendesse l'attività didattica abbiamo scoperto che alcuni giochi erano finiti nella spazzatura - racconta un gruppo di mamme della scuola dell'infanzia di Paperino - altri sono stati spostati nel giardino di un’associazione che si occupa di attività di doposcuola. Comprendiamo le sacrosante motivazioni legate alla sicurezza ma se questa è l’improvvisa decisione della dirigenza scolastica significa che finora i giochi del giardino erano fuori regola? Dalla scuola ci dicono che si provvederà a collocarne di nuovi negli spazi esterni ma quanto tempo ci vorrà? L'anno scolastico è già iniziato. Infine - s'interrogano le mamme - non potevano pensarci durante l’estate?».
Il fatto è che, a sentire i genitori, proprio durante l’estate la nuova dirigente del “Primo Levi” Francesca Zannoni (subentrata all’ex preside Manfrè) avrebbe eseguito un sopralluogo alla materna di Paperino per poi dettare le sue nuove direttive in materia di sicurezza, coerenti in realtà con la normativa sull’arredo degli edifici scolastici. E quindi, via i giochi dal giardino se non sono ben piantati al terreno e niente più ninna nanna pomeridiana per i più piccini di tre anni perché, in caso di allarme terremoto, una sola maestra con una classe di 28 bimbi avrebbe difficoltà a risvegliare tutti in poco tempo e mettere in atto le procedure di evacuazione, tra cui rimettere le scarpe ai bambini.
«Ma nell’80% delle materne pratesi il riposino pomeridiano non viene più fatto - replicano dal coordinamento di plesso - In caso di evacuazione immediata dalla scuola si rischierebbe solo di allungare i tempi». Insomma, anche la situazione del personale ridotto all'osso in scuole al limite del sovraffollamento ci mette lo zampino. Che i giochi del giardino non fossero più idonei, in realtà, era risaputo prima che la nuova preside s'insediasse e facesse un’attenta verifica sugli standard di sicurezza. «Purtroppo i giochi acquistati anni fa dai genitori erano predisposti per uso privato e non erano fermati al terreno», è la spiegazione che danno alle famiglie dalla scuola.
I circa 80 bambini di Paperino dunque dovranno rassegnarsi a non giocare più all’aria aperta? Forse un filo di speranza c’è. Parola di assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti: «Con il collega Filippo Alessi (assessore comunale all’ambiente, ndr) abbiamo un piano di ristrutturazione degli spazi verdi adiacenti alle scuole, tra cui i giardini delle “Mascagni” e l’asilo di Vergaio. Pronti a coinvolgere anche il plesso di Paperino in questo piano d’interventi se ci arriva una segnalazione dalla scuola sulla necessità di rimettere mano agli arredi scolastici».
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