Il presidio
Cartoni animati per insegnare le regole agli imprenditori
PRATO. La questione è seria ma si può trovare un mezzo simpatico, colorato e divertente per affrontarla. Pillole di sicurezza in azienda che vanno giù in 25 secondi di cartone animato: dagli impianti...
PRATO. La questione è seria ma si può trovare un mezzo simpatico, colorato e divertente per affrontarla. Pillole di sicurezza in azienda che vanno giù in 25 secondi di cartone animato: dagli impianti elettrici al corretto conferimento dei rifiuti passando per il consumo dei pasti nei luoghi produttivi. A dispensarle in doppia lingua, italiano e cinese, ci pensa l’imprenditrice Molly, creatura dei cartoni animati prodotti all'interno del progetto “Face” (formazione, autovalutazione e consulenza per l'emersione) finanziato dalla Provincia. Il tam tam di questi video educativi, pensati per sensibilizzare le aziende cinesi sulla sicurezza, sta per inondare Wechat, l’applicazione di messaggistica istantanea molto popolare nella comunità dagli occhi a mandorla, ma i cartoni vanno già in onda in streaming su YouTube, sul sito del Progetto Face (www.poloprato.unifi.it) e sugli schermi dell’Urp. «I video – spiega Leonardo Borsacchi che insieme ad Andrea Ferranini ha curato lo storyboard sotto l’egida del laboratorio “Arco” del Pin (partner del progetto di cui è capofila l’agenzia Sophia) - riprendono la struttura dei cartoni utilizzati in Cina e veicolati attraverso maxi schermi per diffondere informazioni di pubblica utilità. Il prodotto è stato condiviso insieme agli imprenditori cinesi che hanno potuto visionare il materiale realizzato in sei mesi. E il modello, tecnicamente, diventa replicabile anche fuori Prato». Il risultato è un prodotto tutto italo-cinese: Liu Siyuan ha curato il design e l’animazione, Ilaria Mundula l’adattamento e la traduzione mentre Guang Yang dà voce al cartone in lingua cinese. Lo storyboard degli episodi ripropone la stessa struttura che vede l’imprenditrice Molly impegnata su un duplice piano della scena: un primo momento in cui un dipendente commette un errore, un secondo in cui una Molly sorridente e soddisfatta capisce che le procedure eseguite dentro il suo capannone avvengono nel rispetto delle regole. «Ben vengano strumenti che facciano emergere l’illegalità come questi video educativi frutto di un lavoro di studio e ricerca» sottolinea la consigliera provinciale Paola Tassi. Molly l’imprenditrice non è da sola: la produzione dei video s’inserisce nel progetto Face che a sua volta si lega al Progetto Emersione (finanziamento pari a 320mila euro) che coinvolge Provincia, Sophia, Pin, Saperi e Cesco in collaborazione con il consolato cinese di Firenze. Tra i vari strumenti messi a punto per favorire l’emersione, una serie di questionari somministrati a oltre un centinaio di persone tra imprenditori e lavoratori cinesi con quesiti relativi alla sicurezza.
Maria Lardara
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