Il Tirreno

Prato

Al Brunelleschi il sabato orario ridotto

di Maria Lardara
Al Brunelleschi il sabato orario ridotto

Per la fame di spazi rientri pomeridiani tre giorni la settimana. La situazione scuola per scuola: in 30.000 sui banchi

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PRATO. C’era una volta il sabato a scuola, quello che ha sempre fatto storcere la bocca a tanti ragazzi. Ma se l’istituto è sovraffollato, si accorcia la mattinata in classe e si fa in modo che nel penultimo giorno della settimana la campanella suoni prima. Possibile? Decisione obbligata al liceo artistico “Brunelleschi” di Montemurlo a corto di aule e laboratori: “l’escamotage” del sabato a orario ridotto per permettere a tutte le classi di frequentare gli unici due laboratori del liceo, la dice lunga su come la scuola pratese cerchi di tirare avanti, anno dopo anno, tra mille difficoltà. Così oggi si ritorna in classe, tra organici da completare e spazi carenti: la prima campanella suonerà per 20mila bambini e ragazzi dai nidi alle scuole medie e per 10.500 studenti degli istituti superiori di Prato.

Livi e Brunelleschi. Se al liceo “Livi” sono pronte per essere consegnate tre nuove aule didattiche (investimento di 30mila euro da parte della Provincia), all’artistico di Montemurlo la fame di spazi ha indotto la dirigenza (s’è insediato da poco il nuovo preside Tiziano Pierucci) a perfezionare la formula dei rientri pomeridiani delle classi nell’arco della settimana. «Già l’anno scorso – racconta il preside - avevamo sperimentato i doppi turni per sopperire alla carenza di spazi. Quest’anno andiamo a regime aspettando il progetto di ampliamento della Provincia che prevede sei nuove aule. I lavori dovrebbero partire nel settembre 2016». Nel frattempo, come sistemare gli studenti dell’artistico, quest’anno aumentati quasi del 20% con due classi terze in più? Con i rientri pomeridiani a classi alterne (lunedì, mercoledì e venerdì) l’obiettivo è quello di raggiungere il monte delle 35 ore settimanali, scegliendo l’orario ridotto per il sabato mattina o un altro giorno della settimana.

Cicognini e Rodari. Il liceo musicale c’è da un anno nell’edificio di via Baldanzi ma il laboratorio (quello che gli studenti utilizzano dal terzo anno in poi e dove imparano anche incisione) è ancora un punto interrogativo. Che preoccupa il dirigente Mario Di Carlo. «Contiamo di poter attingere da fondi europei per realizzarlo ma deve essere ancora decisa la collocazione nella sede di via Baldanzi o in via Galcianese».

Qui Datini. Habemus agrario. Nonostante qualche difficoltà e perplessità generale nella fase di avvio, il “Datini” terrà a battesimo il nuovo indirizzo con due prime classi per un totale di 45 studenti. «L’agrario è stato accolto con entusiasmo – fa sapere il preside Daniele Santagati - i ragazzi avranno a disposizione i terreni di 3mila metri quadrati nell’area all’istituto su cui monteranno in inverno la serra». L’incognita riguarda semmai il laboratorio di fisica e chimica che servirà agli studenti dell’agrario dall’anno prossimo e che, attualmente, non è disponibile.

Buzzi. Ad attendere gli studenti dell’istituto “Buzzi”, quattro nuove aule e un piccolo deposito per il laboratorio di chimica (finanziamento a carico della scuola), ricavati dagli spazi degli ex uffici.

L’augurio di Biffoni. E’ nella duplice veste di sindaco e presidente della Provincia che Matteo Biffoni augura agli studenti il suo personale augurio: «Vogliamo stare al fianco dei nostri ragazzi, ai genitori e ai docenti per garantire il benessere di ogni alunno in classe, perché la scuola rappresenta una parte importantissima della vita di ogni studente». Quest’anno il Comune ha stanziato 9 milioni di euro per l’edilizia scolastica e 17 milioni nella manovra pluriennale 2015-2017. Occhi puntati sulla nuova materna di Ponzano a Mezzana (2,2 milioni di euro, di cui 1,6 milioni a carico del Comune) e il completamento della secondaria “Don Bosco”, per un totale di 2,6 milioni di euro,di cui 2 milioni di fondi statali e 600mila a carico del Comune.

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