Italia
Esclusi dai soccorsi a persona, vigili del fuoco infuriati
I sindacati di Prato mandano una "letteraccia" al Prefetto chiedendone l'intervento immediato prima di adire alle vie legali: "Siamo noi l'ente preposto per legge a garantire il soccorso pubblico"
PRATO. Esclusi dai soccorsi a persona in montagna. E quindi arrabbiati. La protesta viene dai sindacati dei vigili del fuoco di Prato Conapo Fns, Cisl Usb e Vvf Uil che hanno inviato al prefetto Maria Laura Simonetti una lettera dove lamentano, appunto, "il sempre più frequente mancato allertamento dei vigili del fuoco nei soccorsi e ricerche in montagna". L'ultimo episodio: il 30 agosto scorso quando un uomo è morto per malore a mentre partecipava ad un’escursione nell'alta Val di Bisenzio
«Con profondo rammarico siamo ad assistere, per l’ennesima volta, alla mancata comunicazione di richiesta di soccorso di una persona in grave pericolo di vita - scrivono i responsabili sindacali Giacomo Ciabatti, Massimiliano Vivoli, Massimo Rossi, e Fabio Zipoli - Ancora una volta, pur trattandosi di soccorso pubblico, nessuno dei soggetti istituzionali e volontaristici intervenuti ha ritenuto di dover coinvolgere nelle operazioni di soccorso il corpo nazionale dei vigili del fuoco che, si deve ricordare, è l’amministrazione dello Stato incardinata nel ministero dell’Interno attraverso la quale lo stato garantisce il soccorso pubblico su tutto il territorio nazionale".
"Già il 26 febbraio 2015 - proseguono i sindacati - abbiamo segnalato, senza esito, alla Prefettura la problematica , citando peraltro vari interventi di soccorso ai quali l’ente preposto per legge al soccorso pubblico non aveva partecipato o aveva partecipato in ritardo a causa del mancato o ritardato allertamento. Crediamo che la questione rivesta estrema gravità, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello deontologico. Se da un lato - aggiungono i sindacati - le norme di legge sono chiare ed è del tutto probabile che i mancati allertamenti potrebbero configurarsi come reati, dall’altro, in qualità di soccorritori, ci chiediamo quale sia la deontologia e l’idea di mission istituzionale dietro a simili comportamenti".
"Lo facciamo - proseguono - nella piena ed assoluta convinzione che nell’attività di soccorso l’unica strada sia quella della massima collaborazione, al fine della migliore riuscita degli interventi di soccorso e non quello che porta a dimenticare quali sono le norme che regolano una specifica materia. Prima di adire alle vie legali - concludono i sindacati dei vigli del fuoco - al fine di tutelare l’immagine del corpo nazionale e soprattutto la sicurezza dei cittadini, chiediamo ana seria presa di posizione della Prefettura e ci auguriamo che tali eventi non succedano piu’.
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