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Corteggio spezzato nel finale: proteste Ecco i motivi del crac

Corteggio spezzato nel finale: proteste Ecco i motivi del crac

Critiche e consensi alla nuova formula. Il cerimoniere spiega: «Alcuni gruppi si sono attardati, ne terremo conto in futuro»

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PRATO. Qualcosa non ha funzionato nella seconda parte del Corteggio storico dell'8 settembre e molti non hanno gradito. Fino all'Ostensione della Sacra Cintola, quest'anno anticipata alle 22,15 in piazza Duomo, tutto era filato abbastanza liscio, ma una volta che il corteo è ripartito in direzione di via Mazzini e piazza San Marco, per poi imboccare viale Piave e concludersi davanti al Castello dell'Imperatore, il meccanismo si è inceppato. Centinaia di persone aspettavano il passaggio dei figuranti in piazza San Marco e hanno visto sfilare i gonfaloni con le autorità, un gruppo di sbandieratori e poi più niente per alcuni lunghi minuti.

Mentre la prima parte del Corteggio si dirigeva verso piazza delle Carceri, è sembrato che fosse diventata una sfilata di serie B, dimezzata. Poi da via Mazzini hanno iniziato ad arrivare i pezzi mancanti del Corteggio, quelli che erano stati ammirati in piazza Duomo, compresa la banda musicale di Wangen. Sono passati anche i rappresentanti della Palla Grossa, ma inspiegabilmente mancavano i Rossi (che erano stati visti in piazza Duomo), e i Gialli erano in pochi. L'impressione, più che di una sfilata, era di un tranquillo ritorno a casa. Ma ormai i "fuggitivi" avevano preso un bel vantaggio. Tanto che, quando ancora l'ultima banda stava suonando all'inizio di viale Piave, sono partiti quasi in orario i fuochi artificiali dal Castello dell'Imperatore, pochi minuti prima della mezzanotte.

Impietosi i commenti sulla pagina Facebook del Tirreno . "Quest'anno è stato bruttissimo - scrive Michela Aliperti - Ero davanti al Castello ad aspettare il corteggio per poi vedere i fuochi. Purtroppo dopo che sono passati il sindaco e la Giunta comunale hanno sospeso il Corteggio, fatto i fuochi e poi basta. Chi come me era lì il corteggio non l'ha visto". "Ero in viale Piave - rincara Marco Calamai - Vedere quei figuranti che non se li cagava nessuno perché erano partiti i fuochi mi ha stretto il cuore. Che figuraccia!".

C'è anche chi non ha gradito la prima parte della manifestazione. «Mi sono mossa per tempo, alle nove, per andare in piazza Duomo - racconta al telefono Gianna C. - ma non c'è stato verso di entrare. C'erano le transenne dappertutto e non facevano passare. Mi sembra incredibile non aver potuto assistere alla benedizione del vescovo nella mia città».

Giancarlo Calamai, il cerimoniere che di Corteggi ne ha già organizzati più di una dozzina, non si nasconde dietro a un dito e ammette che qualcosa non ha funzionato e che l’anno prossimo ci sarà qualcosa da rivedere, ma sottolinea anche le note positive, cioè l’Ostensione anticipata, la grande partecipazione di pubblico e forse la cosa più importante: il vescovo Agostinelli che ha sfilato per la prima volta accanto al sindaco Biffoni.

«Da rivedere c’è sicuramente la ripartenza da piazza Duomo - spiega Calamai - Dopo un’ora di sosta, è stata un po’ tentennante. La divisione del Corteggio in due tronconi credo sia dipesa dal fatto che c’era tanta gente in strada e che i gruppi amano fermarsi a fare esibizioni, perdendo contatto con chi li precede. Anche la banda di Wangen si è fermata per suonare e si è attardata. Alla prossima edizione diremo agli accompagnatori di stare più attenti coi tempi».

Altro discorso per piazza Duomo. «A causa dei concerti dei giorni scorsi c’era meno spazio del solito - spiega Calamai - L’ho detto per tempo alle riunioni preparatorie. Devono capire che il Corteggio è la manifestazione più importante di Prato (ieri c’erano ventimila persone in centro) e ha bisogno dei suoi giusti spazi».

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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