Il Tirreno

Prato

Il Corteggio Storico ha fatto crac nel finale

di Paolo Nencioni
I fuochi d'artificio al Castello dell'Imperatore
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I fuochi d'artificio al Castello dell'Imperatore

Qualcosa non ha funzionato nella seconda parte della sfilata, quando la parata si è spezzata in due tronconi, e molti protestano. Il cerimoniere spiega che cosa è accaduto e il sindaco si dice comunque soddisfatto

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PRATO. Qualcosa non ha funzionato nella seconda parte del Corteggio storico dell'8 settembre e molti non hanno gradito. Fino all'Ostensione della Sacra Cintola, quest'anno anticipata alle 22,15 in piazza Duomo, tutto era filato abbastanza liscio, ma una volta che il corteo è ripartito in direzione di via Mazzini e piazza San Marco, per poi imboccare viale Piave e concludersi davanti al Castello dell'Imperatore, il meccanismo si è inceppato. Centinaia di persone aspettavano il passaggio dei figuranti in piazza San Marco e hanno visto sfilare i gonfaloni con le autorità, un gruppo di sbandieratori e poi più niente per alcuni lunghi minuti.

Mentre la prima parte del Corteggio si dirigeva verso piazza delle Carceri, è sembrato che fosse diventata una sfilata di serie B, dimezzata. Poi da via Mazzini hanno iniziato ad arrivare i pezzi mancanti del Corteggio, quelli che erano stati ammirati in piazza Duomo, compresa la banda musicale di Wangen. Sono passati anche i rappresentanti della Palla Grossa, ma inspiegabilmente mancavano i Rossi (che erano stati visti in piazza Duomo), e i Gialli erano in pochi. L'impressione, più di una sfilata, era di un tranquillo ritorno a casa. Ma ormai i "fuggitivi" avevano preso un bel vantaggio. Tanto che, quando ancora l'ultima banda stava suonando all'inizio di viale Piave, sono partiti in orario i fuochi artificiali dal Castello dell'Imperatore.

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Impietosi i commenti sulla pagina Facebook del Tirreno. "Quest'anno è stato bruttissimo - scrive Michela Aliperti - Ero davanti al Castello ad aspettare il corteggio per poi vedere i fuochi. Purtroppo dopo che sono passati il sindaco e la Giunta comunale hanno sospeso il Corteggio, fatto i fuochi e poi basta. Chi come me era lì il corteggio non l'ha visto". "Ero in viale Piave - rincara Marco Calamai - Vedere quei figuranti che non se li cagava nessuno perché erano partiti i fuochi mi ha stretto il cuore. Che figuraccia!".

C'è anche chi non ha gradito la prima parte della manifestazione. "Mi sono mossa per tempo, alle nove, per andare in piazza Duomo - racconta al telefono Gianna C. - ma non c'è stato verso di entrare. C'erano le transenne dappertutto e non facevano passare. Mi sembra incredibile non aver potuto assistere alla benedizione del vescovo nella mia città".

«Da rivedere c’è sicuramente la ripartenza da piazza Duomo - spiega il cerimoniere Giancarlo Calamai - Dopo un’ora di sosta, è stata un po’ tentennante. La divisione del Corteggio in due tronconi credo sia dipesa dal fatto che c’era tanta gente in strada e che i gruppi amano fermarsi a fare esibizioni, perdendo contatto con chi li precede. Anche la banda di Wangen si è fermata per suonare e si è attardata. Alla prossima edizione diremo agli accompagnatori di stare più attenti coi tempi». Altro discorso per piazza Duomo. «A causa dei concerti dei giorni scorsi c’era meno spazio del solito - spiega Calamai - L’ho detto per tempo alle riunioni preparatorie. Devono capire che il Corteggio è la manifestazione più importante di Prato (ieri c’erano ventimila persone in centro) e ha bisogno dei suoi giusti spazi».

Concorda il sindaco Matteo Biffoni: "C'è qualcosa da sistemare, del resto era un po' un'opera prima, avevamo cambiato molto e ora vedremo che cosa correggere. Credo però che la maggioranza dei pratesi abbia apprezzato. La cosa che mi ha fatto più contento è il numero di persone per strada, una folla mai vista. E il gesto del vescovo Agostinelli che ha sfilato accanto a me, cosa mai successa. Un gesto bello e forte di cui lo ringrazio".
 

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