Casale, 23 osservazioni contro gli inerti
PRATO. Il Comitato ambientale di Casale sabato scorso ha depositato in Comune e in Provincia «le osservazioni alla delibera di adozione della variante al Piano Strutturale, al Ptcp e al Regolamento...
PRATO. Il Comitato ambientale di Casale sabato scorso ha depositato in Comune e in Provincia «le osservazioni alla delibera di adozione della variante al Piano Strutturale, al Ptcp e al Regolamento Urbanistico relativa al cambiamento di destinazione del terreno adiacente il casello di Prato Ovest, quale area idonea per impianti di trattamento e discarica di rifiuti inerti». «Dopo aver coinvolto tantissimi cittadini delle frazioni di Galciana, Vergaio e Casale - spiega il Comitato - nello scorso mese di agosto il Comitato si è impegnato e ha prodotto 23 osservazioni circostanziate e argomentate, alcune delle quali anche assistite da relazioni di professionisti, tutte comprovanti l’illegittimità della delibera approvata e l’inefficacia della scelta di localizzazione effettuata».
Dall’analisi della documentazione, secondo il comitato, «risulta chiarissimo - scrivono - che la decisione in merito alla localizzazione non è stata il frutto di un’analisi tecnica obiettiva e trasparente, ma al contrario di una decisione politica condotta in modo arbitrario. Il Rapporto Ambientale malgrado la sua incompletezza, le sue numerose inesattezze e le sue superficiali valutazioni, non ha potuto che confermare che l’area del casello di Prato Ovest era quella meno idonea di tutte le aree oggetto di analisi, per cui la decisione è stata presa deliberatamente in contrasto con le valutazioni tecniche effettuate, contraddicendo le dichiarazioni fatte dall’assessore Barberis in occasione degli incontri che hanno preceduto l’adozione».
«Il fatto che fra i siti presi in considerazione per la scelta - prosegue il Comitato - non sia stato considerato neanche un terreno nella zona industriale è a nostro avviso molto grave perché tale destinazione doveva essere la prima ad essere analizzata in quanto congeniale con l’attività industriale da svolgere che ricordiamo essere classificata come insalubre di I° grado». Secondo il comitati quella sarebbe stata la decisione più veloce (senza variante), meno costosa, senza consumi di suolo e proteste.«Le osservazioni hanno riguardato - conclude il Comitato - anche irregolarità relative al processo formale per la variante, come pure le numerose criticità ambientali: la non conformità al Piano Regionale dei Rifiuti, l’elevata pericolosità idraulica, l’inquinamento della falda acquifera, dell’aria, acustico, l’impatto sul traffico, la non conformità al piano paesaggistico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
