Il Tirreno

Prato

urbanistica

No all'impianto di trattamento di inerti accanto al casello di Prato Ovest

Una protesta dei comitati contro la localizzazione del nuovo impianto di trattamento di inerti
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Una protesta dei comitati contro la localizzazione del nuovo impianto di trattamento di inerti

Il Comitato ambientale di Casale ha depositato le osservazioni alla variante al Piano strutturale: "Non si è trattato di una decisione tecnica ma di una scelta politica"

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PRATO. Il Comitato ambientale di Casale sabato 5 settembre ha depositato in Comune ed in Provincia "le  osservazioni alla delibera di adozione della variante al Piano Strutturale, al PTCP ed al Regolamento Urbanistico relativa al cambiamento di destinazione del terreno adiacente il Casello di Prato Ovest, quale area idonea per impianti di trattamento e discarica di rifiuti inerti".

"Dopo aver coinvolto tantissimi cittadini delle frazioni di Galciana, Vergaio e Casale, - spiega il Comitato - nello scorso mese di agosto il Comitato si è fortemente impegnato ed ha prodotto 23 osservazioni circostanziate ed argomentate, alcune delle quali anche assistite da relazioni di professionisti, tutte comprovanti l’illegittimità della delibera approvata e l’inefficacia della scelta localizzativa effettuata. Dall’analisi della documentazione prodotta dalle amministrazioni comunale e provinciale risulta chiarissimo che la decisione in merito alla localizzazione non è stata il frutto di un’analisi tecnica obiettiva e trasparente, ma al contrario di una decisione politica condotta in modo arbitrario. Il Rapporto Ambientale malgrado la sua incompletezza, le sue numerose inesattezze e le sue superficiali valutazioni, non ha potuto che confermare che l’area del casello di Prato Ovest era quella meno idonea di tutte le aree oggetto di analisi, per cui la decisione è stata presa deliberatamente in contrasto con le valutazioni tecniche effettuate, contraddicendo le dichiarazioni fatte dall’assessore Barberis in occasione degli incontri  che hanno preceduto l’adozione".

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"Il fatto che fra i siti presi in considerazione per la scelta - prosegue il Comitato - non sia stato considerato neanche un appezzamento di terreno situato nella zona industriale è a nostro avviso molto grave perché tale destinazione doveva essere la prima ad essere analizzata in quanto congeniale con l’attività industriale da svolgere che ricordiamo essere classificata come insalubre di I° grado.

Non necessiterebbe di alcuna variazione urbanistica, non creerebbe alcun tipo di resistenza da parte dei cittadini ed eviterebbe la necessità di ulteriore consumo di suolo che fra l’altro è stato uno dei punti principali della campagna elettorale dell’attuale sindaco e presidente di Provincia. Eviterebbe altresì i costi necessari ad impiantare le numerose ed inconcludenti mitigazioni dei rischi evidenziati. Si è invece intrapreso un inutile e costoso processo decisionale analizzando solamente delle aree che si sapeva già in partenza, non sarebbero risultate idonee".

"Le 23 osservazioni hanno riguardato - conclude il Comitato ambientale di Casale - sia alcune irregolarità relative al processo formale intrapreso per la variante, come pure le numerose criticità ambientali fra le quali ricordiamo: la non conformità al Piano Regionale dei Rifiuti, l’elevata pericolosità idraulica, l’inquinamento della falda acquifera, l’inquinamento dell’aria, l’inquinamento acustico, l’impatto sul traffico veicolare, la non conformità al piano paesaggistico, l’impatto sul corridoio ecologico e  la vicinanza all’area protetta delle Pantanelle.

Evidenziamo infine che la zona del Casello di Prato Ovest e quella di via Manzoni (Iolo) sono i due siti che potenzialmente creerebbero le maggiori nocività per la salute dei cittadini in quanto molto vicini a numerose abitazioni. Duole constatare che proprio questi due siti erano stati scelti alla fine del processo decisionale, con il benestare di Asl e la mancata presa di posizione di Arpat, sconfessando sostanzialmente i risultati del Rapporto Ambientale. A questo punto ci domandiamo: “a chi si devono rivolgere i cittadini pratesi per tutelare la loro salute e quella dei propri figli?”

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