Il Tirreno

Prato

I tre piani di recupero che cambieranno il volto di Prato

Cristina Orsini
Ecco come diventerà l'ex lanificio Bruschi in via Valentini
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Ecco come diventerà l'ex lanificio Bruschi in via Valentini

Il primo è di Cap che chiuderà gli uffici in piazza Duomo per trasferire il centro direzionale in via del Romito. Poi c'è l'ex lanificio Bruschi in via Valentini: parco, asilo, case, nuove strade, parcheggi e ciclabile. Infine c'è il recupero a San Giusto dove nasceranno case ad affitto calmierato: sociale e urbanistica insieme

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PRATO. Via del Romito e via del Lazzeretto, avanti tutta. Stop invece ai progetti di trasferimento in via del Porcile alle Badie. Cap, la società che gestisce il trasporto pubblico, rivoluziona i piani e presenta una variante al piano di recupero Borgo Romito, appunto in via del Romito, per utilizzare il grande edificio industriale di fronte alla Camera di Commercio (ex deposito dei bus che nel progetto di trasformazione avrebbe dovuto diventare a destinazione residenziale) nel centro direzione della galassia Cap e centro congressi. La variante verrà discussa il 9 settembre prossimo in commissione urbanistica.

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Quello di Cap è solo uno dei piani di recupero che cambieranno il volto di pezzi della città. Come spiega il presidente della commissione Urbanistica Massimo Carlesi: "Rappresentano tre tipologia diverse di interventi urbanistici che però vanno tutti nella stessa direzione: riqualificare intere porzioni di città». Si tratta del recupero dell’ex lanificio Bruschi in via Valentini adottato dal consiglio comunale il 21 maggio scorso; dell’intervento di Cap in via del Romito conosciuto come “Borgo Romito” il cui iter amministrativo è ancora in corso e del piano attuativo Nenciarini a San Giusto approvato dal consiglio comunale il 13 luglio scorso.

«Nel primo caso - spiega Carlesi - viene recuperata una parte importante della città industriale anni Cinquanta, con un forte alleggerimento di volumi nel quadrilatero via Valetini, via Zarini, via Assisi». Sul fronte della riqualificazione il piano di recupero dell’ex lanificio Bruschi: «Garantisce - prosegue Carlesi - più servizi, parco e parcheggi pubblici e nuove strade che alleggeriranno il traffico nelle due arterie principali».

L’intervento Cap «è un esempio di recupero di un vecchio edificio industriale (ex deposito dei bus ndr) che verrà trasformato in centro direzionale Cap e centro congressi - continua Carlesi - mantenendo attorno la nuova edificazione residenziale. Cap non si trasferirà in zona Badie e manterrà officine e deposito in via del Lazzaretto, dove sono oggi. Proprio per questo alla fine l’uso di territorio risulterà minore rispetto alle precedenti previsioni».

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L’ultimo piano è quello Nenciarini «che va a recuperare un vecchio mulino diroccato - prosegue il presidente della commissione urbanistica - facendo unità abitative. Il valore del piano sta però nell’utilizzo dei volumi del capannone industriale attiguo, che sarà abbattuto, per realizzare delle abitazioni a canone calmierato. E’ il primo utilizzo - conclude Carlesi - del regolamento sull’housing sociale che consente di trasformare le pertinenze a destinazione servizi in abitazioni a canone calmierato».Vediamo i tre piano di recupero nel dettaglio.

Cap. Scacco in tre mosse, questo il gioco di Cap: scaduta la convenzione firmata con il Comune (giunta Cenni) per il trasferimento di officina e deposito in via del Porcile alle Badie, area McDonald’s (procedimento adottato il primo agosto 2012, mai approvato definitivamente e dunque scaduto), il piano finisce nel cestino in attesa della stipula di un nuovo patto. Contestualmente Cap rivede il progetto Borgo Romito e invece di costruire solo case nel quadrilatero via Romito, via Livi, via Vestri (già così sono 105 gli appartamenti di nuova edificazione oltre a tre, quattro villette monofamiliari) decide di trasferire nel vecchio edificio industriale tutti gli uffici e la direzione oltre realizzare un centro congressi.

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«Porteremo in Borgo Romito tutti gli uffici della Cap oggi in piazza Duomo e gli uffici della Cap viaggi» spiega il presidente Giuseppe Gori. Complessivamente nella ristrutturazione verranno creati spazi per almeno 120 dipendenti. «Si tratta - prosegue Gori - di un progetto di riorganizzazione e di ampliamento della società anche in vista della conclusione della gara regionale del trasporto pubblico». Che Cap (capofila del consorzio Mobit che sfida la francese Rapt) punta a vincere.

La terza e ultima mossa di Cap riguarda alcuni interventi nella zona delle Badie (in via del Lazzeretto, come già detto resteranno deposito dei mezzi e officina). Si tratta di opere pubbliche - parcheggi, piuttosto che interventi sulle strade o su aree verdi - che verranno decisi nella nuova convenzione che sarà stipulata con il Comune, lavori che Cap realizzerà a scomputo oneri di urbanizzazione o come standard da assolvere. Su questo fronte, però, i giochi sono ancora aperti.

Piano ex Bruschi. Più verde (curato), una strada nuova, una ciclabile, 52 parcheggi pubblici in più e addirittura un asilo nido. Così diventerà il quadrilatero tra via Zarini, via Valentini, via Assisi (e - con un po’ più pazienza - via Goggi Marcovaldi), le strade che delimitano il piano di recupero forse più importante che il consiglio comunale abbia approvato (21 maggio scorso) negli ultimi mesi.

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Un intervento poderoso, complicato e costoso, di ristrutturazione dell’edificio storico dell’ex lanificio Bruschi (42.000 metri cubi di volumi totali), con una parte di abbattimenti (casette di servizio oggi abbandonate, tre silos varie superfetazioni) e di nuova costruzione, utilizzando una parte degli appezzamenti di terreno, oggi incolti, di pertinenza dell’ex fabbrica mentre 4.000 resteranno a parco pubblico. Insomma un intervento destinato a cambiare vivibilità e immagine di un pezzo di Prato industriale anni Cinquanta.

A realizzarlo gli eredi Bruschi che si sono affidati all’architetto Diletta Provvedi che ha rivisto il progetto assieme agli uffici tecnici dell’Urbanistica. Un progetto che ha una particolarità: è il primo ad andare in approvazione definitiva grazie al silenzio assenso previsto dalla nuova legge regionale sul governo del territorio. Il Piano Bruschi è stato adottato in maggio e pubblicato sul Burt. Non ci sono state osservazioni per questo, ormai trascorso il tempo previsto, passerà all’approvazione definitiva senza necessità di un ulteriore passaggio in consiglio comunale. Dunque via libera alla trasformazione «per la quale - spiega Provvedi - vorremmo firmare la convenzione col Comune in ottobre per avviare i cantieri il prossimo giugno».

Che accadrà? Il progetto prevede il recupero del corpo di fabbrica da trasformare al piano terra in blocchi di negozi (3.500 metri quadrati), il primo piano in uffici, il secondo e il terzo in residenze. Nei campi attigui, oggi recintati, nasceranno tre palazzine di 4 e 5 piani (75 appartamenti) prospicienti il prolungamento di via Assisi (oggi un tracciato sterrato). Davanti alle palazzine un parcheggio pubblico con 52 nuovi posti auto, dietro un asilo nido. «E’ prevista - spiega l’architetto - una viabilità di servizio alla nuova area». Da via Valentini, all’altezza di via Assisi, partirà il nuovo tracciato che taglierà i campi e sfocerà in via Goggi Marcovaldi. "Ad assetto viario ultimato - è il giudizio del tecnico - il nodo Zarini-Valetini sarà molto alleggerito". Non è finita qui. Il progetto Bruschi prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile che serva l’asilo e vada a collegarsi con quella che porterà al futuro parco delle Fonti.

Piano Nenciarini. E siamo all’ultimo piano di recupero con un valore che va oltre l’intervento urbanistico puro e semplice. In questo caso siamo a San Giusto, frazione a sud- ovest di Prato. In via dello Stradellino tra case da una parte, campi coltivati e verde dall’altra, c’è un ex mulino che sta lì dal 1.200. Oggi è un rudere, domani verrà recuperato per trasformarsi in residenze con garage e giardino. Ma non è questo che dà la cifra al progetto. Il valore, non tanto urbanistico quanto sociale del progetto, sta nell’abbattimento con ricostruzione di un edificio ex industriale costruito accanto all’ex colonica e pertinenza di servizio dell’immobile principale.

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Ecco, l’ex magazzino destinato a scomparire, ha ottenuto il via libera per la modifica della destinazione d’uso in residenziale. Ma questa volta non si tratta di speculazione: i 12 appartamenti che nasceranno, su due piani fuori terra, dovranno essere affittati a prezzi calmierati. Il cosiddetto piano di recupero Nenciarini, infatti, è il primo a usufruire del regolamento sulle nuove forme di housing sociale del Comune che cerca modi per colmare il gap storico nel patrimonio di case popolari o di alloggi da destinare alle famiglie disagiate.

Una è questa: consentire la trasformazione della destinazione d’uso degli immobili a servizio di proprietà di privati in residenziali, a patto che, una volta costruiti gli appartamenti, vengano affittati per 15 anni a prezzi calmierati. A San Giusto ne nasceranno dodici nell’ex magazzino e un altro nel complesso residenziale dell’ex mulino. In questo caso gli appartamenti che verranno realizzati grazie al recupero e alla ristrutturazione del vecchio mulino saranno otto: sette saranno messi sul mercato, uno entrerà nella convenzione che i proprietari dovranno firmare con il Comune. E’ questo il valore del piano di recupero a San Giusto: oltre a risanare un rudere, a trasformare un edificio dismesso, darà casa a chi non se la può permettere.

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