Il Tirreno

Prato

«La visita agonistica è fondamentale per andare in bici»

«La visita agonistica è fondamentale per andare in bici»

Parlano i presidenti delle società ciclistiche pratesi «Ne va della salute dei praticanti e serve da prevenzione»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il mondo del ciclismo pratese è sotto choc per la morte di Luca Castagnoli, domenica mattina, mentre si allenava con un suo compagno a Massa. Le prime voci avevano parlato di un infarto ma sembra che a provocare il decesso possa essere stata anche un’ischemia cerebrale. Solo ipotesi, che resteranno tali perché non è stata disposta l’autopsia sulla salma del giovane ciclista amatoriale.

L'attenzione è andata subito su quelle che sono le visite mediche ma le società di Prato dicono di essere attentissime a questo aspetto e sono state le prime a sostenere l'obbligatorietà di una visita agonistica.

«La Lega Ciclismo Uisp di Prato che conta circa 1.000 ciclisti tesserati, di cui 600 cicloturisti e altri 400 cicloamatori - spiega il presidente Giampaolo Mancini - ha posto molta attenzione a questo aspetto e tutte le società devono far svolgere una visita di tipo A (cosiddetta agonistica) con prova sotto sforzo da un medico sportivo abilitato o da una struttura medico sportiva che dichiari l'idoneità dell'atleta a svolgere l'attività amatoriale. Chi non ha la visita non può gareggiare. Mentre per i cicloturisti la visita è di tipo B, quindi si tratta di un certificato non agonistico».

«Come ente di promozione - aggiunge Mancini - stiamo molto attenti a questi aspetti e le società hanno compreso l'importanza dei controlli periodici».

«Siamo una delle società con più iscritti - spiega il presidente della Ciclistica Viaccia, Riccardo Magnolfi - e organizziamo una delle gare cicloturistiche più di tradizione come il Giro dei Due Bacini. Per noi è fondamentale avere da parte di tutti gli atleti il certificato medico, per due motivi. Il primo perché sappiamo che il ciclista sta bene e può correre o andare in bicicletta e il secondo è un modo per fare prevenzione perché in quella maniera l'atleta sta più attento».

«Luca era un ragazzo molto attento e che era sempre sotto osservazione perché era meticoloso - spiega Lenzi, il presidente della sua ex squadra Lenzi Bike - L'attenzione a svolgere la visita di idoneità è diventato un aspetto imprescindibile per chi vuole fare sport e soprattutto per chi va in bicicletta. Purtroppo gli eventi eccezionali non si possono anticipare».

«Ne parlavamo proprio dopo la Prato-Abetone - spiega Livio Santini, presidente dell’Asd San Paolo - e anche i ciclisti erano i primi a chiedere la visita prima di iniziare a correre. Fa parte di un modo d'essere e gli atleti sanno dell’importanza di non avere problemi cardiaci. Rispetto al passato sono stati fatti passi da gigante».

Passi che però non sono riusciti a salvare la vita a Luca Castagnoli, ucciso dall’imponderabile.

Vezio Trifoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web