Il Tirreno

Prato

Profughi, gli arrivi ricominciano, a Prato 21 migranti

Un'imbarcazione carica di profughi
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Un'imbarcazione carica di profughi

Dopo una pausa di dieci giorni, le porte dell'accoglienza toscana si riaprono. In regione sono arrivate 300 persone, 21 a Prato ma 11 si sono già allontanate. Il vicesindaco Simone Faggi: "Situazione serissima, si muovano i cento sindaci che ancora non hanno profughi"

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PRATO. Dieci giorni pausa, come stabilito,  poi il flusso di arrivi di profughi è ripreso. Questa mattina, giovedì 13 agosto, la Toscana ha accolto 300 migranti sbarcati nei giorni scorsi lungo le coste italiane. Un numero impressionante. Di questi 21 sono arrivati a Prato portando il numero delle presenze sul territorio a 344 (7 donne nigeriane sono state inserite, anche se faticosamente,  nel circuito dell’accoglienza ordinaria).

I migranti di cui Prato dovrà farsi carico provengono da Siria, Eritrea, Sudan e dall’area Subsahariana. “Con ogni probabilità – spiega il vicesindaco Simone Faggi – viste le provenienze, una buona fetta di migranti partirà ben presto per altre destinazioni”. E infatti dopo qualche ora 11 migranti hanno scelto altre destinazioni.

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Per accogliere i nuovi arrivi il consorzio che gestisce l’accoglienza sta predisponendo posti letti in via Roma al Soccorso nella palazzina messa a disposizione dell’associazione cattolica Pro Verbo. “Per il momento non abbiamo problemi ad accogliere qualche altro profugo – spiega Faggi – ma la questione è estremamente seria”.

Prato aspetta a gloria che la Regione metta in pratica quanto annunciato solo qulache giorno fa:  che i nuovi arrivi siamo smistati nei cento (su 200) comuni che ancora non hanno aperto le porte all’accoglienza.“Qualcosa si sta muovendo – conclude Faggi – ma bisogna fare in fretta. Il sistema dell’accoglienza diffusa funziona se ogni sindaco toscano fa la sua parte altrimenti salta tutto. Mi auguro che chi di dovere intervenga se ci saranno resistenze". Comuni”.

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