Il Tirreno

Prato

Croce d’Oro nel mirino di un vandalo

di Cristina Orsini
Croce d’Oro nel mirino di un vandalo

Incursione di un uomo che ha devastato due ambulanze a colpi di spranga. Un furgone era già stato colpito la notte prima

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PRATO. Ha varcato l’ingresso secondario della Croce d’Oro, quello che affaccia su via Niccoli, alle 13,50. Senza dire una parola ha fatto qualche passo ed ha cominciato a menare fendenti poderosi, armato di una spranga di ferro (sulle prime confusa con una mannaia) sulle ambulanze parcheggiate all’interno. Pochi secondi e per il rumore provocato dai colpi sono accorsi una ragazza di 25 anni, Chiara e un infermiere che, terrorizzati, hanno assistito alla scena: «Se chiamate qualcuno vi ammazzo tutti» ha gridato l’uomo continuando la sua devastazione.

Ancora la Croce d’Oro al centro delle cronache di questi giorni (l’altro giorno per un’ambulanza distrutta a causa di un incidente). E questa volta per l’incursione di uno squilibrato che ieri ha sfogato la sua furia su due ambulanze (una 4x4) parcheggiate all’interno della sede di via del Romito, frantumando i cristalli anteriori e spaccando gli specchietti retrovisori. Fortunatamente non se l’è presa con i volontari, ma la paura è stata tanta.

Il raid è durato pochi minuti poi l’uomo è scappato via: senza dire niente altro, senza dare alcuna spiegazione sul perché di tanta rabbia. Eppure qualcosa c’è perché venerdì sera, dodici ore prima del raid di ieri, intorno alle 22 i volontari che sono entrati per il turno di notte hanno trovato un furgone, parcheggiato all’esterno, in via Niccoli, vandalizzato: vetri posteriori completamente frantumati, vetri degli specchietti a pezzi, cristallo anteriore con i segni dei colpi di mazza. Danni molto importati, per un associazione che notoriamente naviga in cattive acque. I responsabili dell’associazione è la polizia che svolge le indagini sono convinti che sia stata opera della stessa persona. E allora l’ipotesi del balordo si allontana mentre quella della vendetta, chissà per cosa però, prende corpo. «Anche perché - racconta Chiara la ragazza testimone oculare che svolge il servizio civile presso l’associazione - prima di andarsene ha sputato verso di noi». Un gesto d’odio irrazionale che però va a supportare la pista dell’azione premeditata.

«Ero arrivata da cinque minuti in sede - prosegue Chiara, - perché dovevo prendere servizio sull’ambulanza alle due. Ero assieme all’infermiere con lui ci trovavamo davanti ai tabelloni dei turni, discutendo del lavoro dei prossimi giorni». Chiara e l’infermiere in quel preciso punto della sede della Croce d’Oro non potevano vedere chi entrava dall’ingresso di via Niccoli. «Improvvisamente - prosegue - abbiamo iniziato a sentire dei colpi fortissimi, rumore di vetri rotti e di lamiere percosse e ci siamo precipitati». In tempo per vedere l’autore del raid ancora in azione. Si tratta di un uomo alto circa 1,70, con i capelli scuri, senza occhiali, indossava un paio di pantaloncini al ginocchi di tessuto di jeans e una maglietta bianca. Non c’è certezza sul colore della pelle, pare fosse piuttosto scura. «Era di sicuro uno straniero - affermano Chiara e l’infermiere - probabilmente veniva dai paesi dell’Est». La polizia, però, che ha immediatamente iniziato la caccia all’uomo che però è risultata, fino a questo momento, senza esito, è convinta si possa trattare anche di un nordafricano. Di sicuro le indagini non saranno aiutate dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso. La Croce d’oro, infatti, ne è sprovvista. «E’ tanto tempo che pensiamo di installarle - dice Roberta Slenzi, responsabile del turno, accorsa anche lei immediatamente dopo l’incursione assieme a una decina di volontari che si trovavano al bar - ma fino a oggi non l’abbiamo fatto».

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