Croce d’Oro nel mirino di un vandalo
Incursione di un uomo che ha devastato due ambulanze a colpi di spranga. Un furgone era già stato colpito la notte prima
PRATO. Ha varcato l’ingresso secondario della Croce d’Oro, quello che affaccia su via Niccoli, alle 13,50. Senza dire una parola ha fatto qualche passo ed ha cominciato a menare fendenti poderosi, armato di una spranga di ferro (sulle prime confusa con una mannaia) sulle ambulanze parcheggiate all’interno. Pochi secondi e per il rumore provocato dai colpi sono accorsi una ragazza di 25 anni, Chiara e un infermiere che, terrorizzati, hanno assistito alla scena: «Se chiamate qualcuno vi ammazzo tutti» ha gridato l’uomo continuando la sua devastazione.
Ancora la Croce d’Oro al centro delle cronache di questi giorni (l’altro giorno per un’ambulanza distrutta a causa di un incidente). E questa volta per l’incursione di uno squilibrato che ieri ha sfogato la sua furia su due ambulanze (una 4x4) parcheggiate all’interno della sede di via del Romito, frantumando i cristalli anteriori e spaccando gli specchietti retrovisori. Fortunatamente non se l’è presa con i volontari, ma la paura è stata tanta.
Il raid è durato pochi minuti poi l’uomo è scappato via: senza dire niente altro, senza dare alcuna spiegazione sul perché di tanta rabbia. Eppure qualcosa c’è perché venerdì sera, dodici ore prima del raid di ieri, intorno alle 22 i volontari che sono entrati per il turno di notte hanno trovato un furgone, parcheggiato all’esterno, in via Niccoli, vandalizzato: vetri posteriori completamente frantumati, vetri degli specchietti a pezzi, cristallo anteriore con i segni dei colpi di mazza. Danni molto importati, per un associazione che notoriamente naviga in cattive acque. I responsabili dell’associazione è la polizia che svolge le indagini sono convinti che sia stata opera della stessa persona. E allora l’ipotesi del balordo si allontana mentre quella della vendetta, chissà per cosa però, prende corpo. «Anche perché - racconta Chiara la ragazza testimone oculare che svolge il servizio civile presso l’associazione - prima di andarsene ha sputato verso di noi». Un gesto d’odio irrazionale che però va a supportare la pista dell’azione premeditata.
«Ero arrivata da cinque minuti in sede - prosegue Chiara, - perché dovevo prendere servizio sull’ambulanza alle due. Ero assieme all’infermiere con lui ci trovavamo davanti ai tabelloni dei turni, discutendo del lavoro dei prossimi giorni». Chiara e l’infermiere in quel preciso punto della sede della Croce d’Oro non potevano vedere chi entrava dall’ingresso di via Niccoli. «Improvvisamente - prosegue - abbiamo iniziato a sentire dei colpi fortissimi, rumore di vetri rotti e di lamiere percosse e ci siamo precipitati». In tempo per vedere l’autore del raid ancora in azione. Si tratta di un uomo alto circa 1,70, con i capelli scuri, senza occhiali, indossava un paio di pantaloncini al ginocchi di tessuto di jeans e una maglietta bianca. Non c’è certezza sul colore della pelle, pare fosse piuttosto scura. «Era di sicuro uno straniero - affermano Chiara e l’infermiere - probabilmente veniva dai paesi dell’Est». La polizia, però, che ha immediatamente iniziato la caccia all’uomo che però è risultata, fino a questo momento, senza esito, è convinta si possa trattare anche di un nordafricano. Di sicuro le indagini non saranno aiutate dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso. La Croce d’oro, infatti, ne è sprovvista. «E’ tanto tempo che pensiamo di installarle - dice Roberta Slenzi, responsabile del turno, accorsa anche lei immediatamente dopo l’incursione assieme a una decina di volontari che si trovavano al bar - ma fino a oggi non l’abbiamo fatto».
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