Investì e uccise il rapinatore emergono nuovi particolari
Si aggrava la posizione della guardia, l’omicidio diventa preterintenzionale Grazie alle immagini delle telecamere si è ricostruito cosa accadde quella notte
PRATO. Si aggrava la posizione di Simone Nieri la guardia giurata che investì e uccise Vito Sacco, il quarantaquattrenne che lo scorso aprile aveva rapinato un chiosco di panini gestito da cinesi in via Toscana al Macrolotto.
Il reato contestato passa da omicidio colposo a omicidio preterintenzionale. A cambiare le carte in tavola quanto emerso dalla consulenza che il pm Antonio Sangermano ha affidato al perito per analizzare le immagini riprese dalle telecamere accese in varie punti della zona industriale pratese quella notte.Ci sono ora due ricostruzioni di quelle ore non perfettamente coincidenti.
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Dalle immagini risulterebbe che i fatti non si sono svolti esattamente come fu ricostruito in un primo momento. Nieri, che non si era fermato ed era stato di fatto rintracciato dopo qualche ora, aveva riferito di non di non aver avuto l'intenzione di uccidere Sacco e di non essersi accorto che l’uomo era morto. Disse di essersi trovato a passare in via Toscana con l'auto di servizio, di aver visto un cinese che urlava e più avanti il bandito in fuga e di avergli intimato l'alt e poi di averlo involontariamente travolto.
Dalle immagini che ora sono in mano del magistrato sembrerebbe che la guardia invece avesse inseguito il rapinatore, lo avesse investito e trascinato per diversi metri. Chi le ha viste parla di immagini molto crude, raccapriccianti e che farebbero emergere come il comportamento del vigilante possa aver cagionato la morte del rapinatore, anche se non voluta.
Nieri a cui erano stati tolti gli arresti domiciliari e che era potuto tornare a lavorare per la società di vigilanza (pur senza poter utilizzare la pistola) è stato nuovamento convocato dal magistrato e a settembre dovrà spiegare meglio la sua posizione che si complica non di poco.
Quella notte Vito Sacco non era solo. I suoi due complici, sentiti subito dal giudice per le indagin preliminari Silvia Isidori, dichiararono però di aver partecipato alla rapina ma di non conoscere la dinamica dell'inseguimento poi rivelatosi mortale.
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