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Gustavo parte per un dottorato in Svizzera «Vorrei creare qualcosa e poi tornare qui»

Gustavo parte per un dottorato in Svizzera «Vorrei creare qualcosa e poi tornare qui»

PRATO. A Prato una volta i ragazzi che si laureavano trovavano subito un lavoro. Ora tutto è cambiato e non solo la scelta di molti è quella di andare a frequentare Università al di fuori del...

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PRATO. A Prato una volta i ragazzi che si laureavano trovavano subito un lavoro. Ora tutto è cambiato e non solo la scelta di molti è quella di andare a frequentare Università al di fuori del territorio regionale ma la certezza è che per trovare un posto di lavoro bisogna andare all'estero. La storia di Gustavo Ciardi non sarà né la prima né l'ultima perché la fuga di cervelli o l'obbligo di provarci fa parte di un mondo globalizzato. «Ho fatto il Cicognini europeo e poi avevo la passione per le materie scientifiche e ho scelto fisica a Firenze - spiega Gustavo Ciardi - a questo punto dovevo scegliere la magistrale e guardandomi in giro ho deciso di puntare su Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano perché la tecnologia mi è sempre piaciuta».

Una scelta completamente diversa e che ti portava lontano dalla famiglia e dalla tua città. «Penso che adesso bisogna guardare a livello globale - continua Ciardi - mio padre fa il commercialista ma io non mi vedevo in quella professione e così ho deciso di seguire un percorso diverso che sapevo che mi poteva portare lontano da Prato».

«Prima della laurea avevo presentato una candidatura all'Universita di Zurigo in Svizzera - continua Ciardi - per un posto di dottorato all'interno del dipartimento di chimica e fisica. Ho fatto il colloquio e mi hanno scelto. Così dal 15 settembre sarò a Zurigo per un'esperienza incredibile. Potrò proseguire la carriera accademica dopo quattro anni e allo stesso tempo scegliere altre soluzioni. Io sono specializzato nella fotonica e quindi led, sensori e laser. La tecnologia è alla base di tutti i nuovi sistemi quindi la scelta è ampia».

Anche il tessile pratese potrebbe essere una soluzione? «In questo momento no - conclude Ciardi - ma non si sa mai perché si potrebbe sempre creare un invenzione che potrà essere applicata nel tessile. La scelta è quella di provare a sviluppare ile proprie competenze se poi saranno utili per il nostro territorio sarò il primo a tornare con grande entusiasmo».

Vezio Trifoni

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