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Tradito dall’acqua proprio lui che adorava il nuoto
Il diciannovenne gareggiava per il Gruppo sportivo Iolo Diplomato con 100 e lode e appena ammesso a Medicina
PRATO. Si presentano alla spicciolata nella casa terratetto di via di Vergaio, al centro del paese di Benigni, parenti, amici, semplici conoscenti. Un paese intero che non vuole mancare di condividere il dolore e l’incredulità per la morte di Mirko Reali, strappato alla vita ad appena 19 anni dall’acqua di un lago come il Bilancino così tranquillo e all’apparenza senza insidie. Proprio lui che era così bravo nel nuoto da partecipare anche a gare col Gruppo sportivo Iolo nuoto. E con l’acqua e i tuffi aveva grande dimestichezza. I genitori di Mirko, la mamma Patrizia, impiegata in banca e il padre Graziano, tipografo, sono a Firenze. Non hanno voluto allontanarsi un minuto dal figlio, che si trova all’obitorio di Careggi in attesa dell’autopsia. Con loro anche la sorella quindicenne, Giada, che il prossimo anno frequenterà la seconda superiore. Così tocca ai nonni paterni ricevere le visite ed ognuno ha per loro una parola di conforto, un gesto di grande affetto. «Abbiamo saputo che Mirko era scomparso da un suo amico che ha telefonato a casa - raccontano - Graziano e Patrizia si sono subito precipitati al Bilancino». Sono state ore di attesa angosciosa per nonni, fino a quando, poco prima della mezzanotte, è arrivata un’altra tragica telefonata.
«Come lui non c’era nessuno, un ragazzo d’oro - lo ricorda la nonna Loredana - Affettuoso, gentile, era sempre il primo a salutare tutti e per i giovani d’oggi non è una cosa comune. E lo ha sempre fatto, fin da bambino». Mirko e Giada erano molto attaccati. E’ ancora la nonna a raccontare di quando erano più piccoli e lui difendeva la sorellina anche quando faceva i capricci, invitando genitori e nonni a non darci troppo peso: «Fa così perché è piccola» ripeteva. Il buon carattere del giovane viene sottolineato anche alla bottega alimentare che si trova a poche decine di metri dall’abitazione dei Reali: «Mi ha colpito qualche tempo fa - dice la negoziante - quando la nonna non stava bene veniva tutti i giorni a fare la spesa per lei».
I nonni erano molto fieri di questo ragazzo, che riportava sempre voti alti, un orgoglio aumentato nell’ultima settimana dopo che Mirko era tornato a casa con la pergamena consegnatagli dal sindaco e presidente della Provincia, Matteo Biffoni, in occasione della festa dei diplomati, riuniti mercoledì sera a palazzo Buonamici. Non diplomati qualsiasi, ma i 200 più bravi di Prato, tanto che Mirko alla maturità scientifica conseguita al liceo Copernico aveva riportato 100 e lode, il massimo dei voti. E aveva le idee chiare su quello che avrebbe fatto dopo. «Voleva diventare medico e si apprestava a frequentare la facoltà di medicina a Firenze - raccontano in casa Reali - Per entrare ha dovuto sostenere le prove di ammissione e ce l’ha fatta benissimo, arrivando secondo come votazione fra tutti i ragazzi che hanno sostenuto le prove».
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