Il Tirreno

Prato

Barberis: "Porto Prato alla Biennale di Venezia"

di Riccardo Tempestini
L'assessore Valerio Barberis e un modello di casa torre
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L'assessore Valerio Barberis e un modello di casa torre

L'assessore all'Urbanistica alla presentazione del progetto di Chi-na sul Macrolotto Zero: cinquanta case torri. Ma chi le farà? "Serve un committente molto coraggioso"

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PRATO. «Voglio portare la nostra città alla Biennale di Venezia». Così l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis, giovedì 23 durante la presentazione del progetto “Microcosmo Macrolotto”, negli spazi dell’associazione Chi-na, in piena Chinatown. Proprio in questi giorni infatti è stata resa nota la nomina del nuovo direttore della 15ª Biennale di Venezia Architettura, il cileno Alejandro Aravena, al via dal 28 maggio al 27 novembre 2016.

«Il tema della prossima edizione è particolarmente consono alla realtà di Prato, nella fattispecie il Macrolotto zero può essere uno degli esempi più eclatanti delle criticità della città contemporanea - spiega Barberis - Noi dobbiamo lavorare per un salto di qualità che coinvolga innanzitutto l’area via Pistoiese-via Filzi, la cosiddetta “Chinatown”, ma anche altri quartieri come il Soccorso che hanno realtà contrastanti. Per non parlare poi delle caratteristiche antropologiche che presenta in maniera evidente la nostra Prato i oggi». E il nuovo direttore della Biennale vuole presentare proprio «le nuove frontiere che devono necessariamente espandersi per migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, per migliorare la qualità della vita delle persone». E ancora l’architetto cileno: «Vorremmo presentare degli esempi che, nonostante le difficoltà, invece di rassegnazione e amarezza, propongano di agire».

E Barberis, già presente nel Padiglione Italia dell’ultima edizione della Biennale veneziana di Architettura con il progetto per un nuovo museo tedesco, elaborato dallo studio Mdu, sta già lavorando su come impostare il Progetto Prato per la prossima biennale veneziana, «un mezzo ineguagliabile per portare l’attenzione del mondo sulla realtà pratese, urbanistica, ma anche antropologica». D’altronde l’assessore può anche contare sull’impegno universitario ad hoc, come professore del Laboratorio di progettazione del primo anno alla Facoltà di Architettura di Firenze. E proprio 50 allievi del suo corso hanno realizzato i modelli della mostra “Microcosmo- Macrolotto”, allestita negli spazi di Chi-na, grazie ad un lavoro certosino portato svolto soprattutto sul territorio, ovvero nella nostra Chinatown. «Una vera e propria “agopuntura” urbanistica nel macrolotto zero - spiega ancora Barberis - con 50 case-torri, possibili residenze unifamiliari da tirare su negli spazi residuali, in verità pochissimi, rimasti vuoti, come parti di piazzali, corti interne, ma anche sopra vecchi edifici». Se poi sia possibile, Barberis, risponde sorridendo: «Sì, si può fare, se si presenta un committente naturalmente molto coraggioso».
 

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