Il presidio
Narnali, il Comune e le famiglie si costituiranno parte civile
Dibattito al Tondo Mercatale sul caso dei maltrattamenti. I parenti di una decina di anziani hanno dato mandato a un legale per entrare nell'eventuale processo. La psicologa: "E' un caso di sindrome di burnout"
PRATO. Il Comune di Prato probabilmente si costituirà parte civile nel processo per i maltrattamenti agli anziani nella Rsa di Narnali, dove gli imputati rischiano una pena da 3 a 6 anni per il reato di maltrattamenti e per un paio di casi di furto. Costituirsi parte civile significa partecipare attivamente alla fase processuale e quindi, in caso di condanna degli imputati, ottenere anche un risarcimento economico per il danno subito. Una prospettiva che alletta anche molte famiglie, una decina hanno già affidato il mandato a un unico legale, e che potrebbe ripercuotersi sulla cooperativa Astir, e in ultima analisi sulla stessa Asl, responsabile della struttura.
Martedì sera, 21 luglio, al Tondo del Mercatale, Notizie di Prato ha organizzato un dibattito per fare il punto sulla situazione, sul palco oltre al direttore della testata online Claudio Vannacci e alle giornaliste Eleonora Barbieri e Nadia Tarantino, l'assessore al sociale del Comune di Prato Luigi Biancalani, il consigliere regionale Pd Nicola Ciolini, il segretario della funzione pubblica Cgil Giovanni Iorio, la psicologa Teresa Zucchi e l'avvocato penalista Enrico Martini che ha avuto il compito di spiegare l'iter processuale che si prospetta per i 17 dipendenti coinvolti e indagati a vario titolo.
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“Gli arresti domiciliari - ha spiegato Martini - vengono concessi nel caso in cui ci sia la possibilità che il reato venga ripetuto, oppure se sussiste la possibilità che l'indagato fugga o inquini le prove. Nessuna delle tre ipotesi è riscontrabile per i 17 indagati. Da qui la decisione di non applicare questa misura cautelare. Per quanto riguarda il reato di maltrattamenti è necessario dimostrare che il fatto si è ripetuto nel tempo e non è stato un caso sporadico”. Fatta chiarezza su uno degli aspetti che ha sollevato una vera ondata di indignazione, spesso espressa sui social network, Giovanni Iorio ha espresso tutta la sua indignazione per l'iniziativa di lanciare una petizione online, che ha raggiunto le 11mila firme, in cui si chiede il licenziamento degli indagati: “Bisogna aspettare almeno la sentenza di primo grado prima di prendere qualsiasi decisione, quando Asl ci ha convocati per annunciare che avrebbe interrotto il rapporto con Astir, visto il momento particolare, non abbiamo sollevato nessuna obiezione, ma poi abbiamo preso una posizione chiara, anche perché diciotto mesi fa abbiamo inviato alla stessa direzione sanitaria un documento diviso in tredici punti in cui si raccoglievano alcune criticità della struttura. Anche nella Rsa di Narnali il clima lavorativo era pesante come l'organizzazione del lavoro: una parte dei dipendenti rispondevano ad Asl, l'altra ad Astir, due diverse catene di comando”.
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Un connubio pubblico privato che non piace al consigliere regionale Ciolini. “Avere una partecipazione mista crea un problema di riferimento e di assunzione delle responsabilità, inoltre troppo spesso il settore del sociale è stato utilizzato come serbatoio di manodopera, soprattutto per chi è uscito dal tessile. Invece è un impiego che oltre alle competenze necessita anche di una sorta di vocazione”. Un clima pesante psicologicamente che è stato analizzato dalla psicologa Teresa Zucchi. “Si è verificato un caso di sindrome da burnout, per cui i dipendenti hanno sviluppato una sorta di apatia e di distacco dalla realtà. Mantenendo ferme le responsabilità di ciascuno, credo che in situazioni come queste sia sempre necessaria la figura di uno psicologo o psichiatra che riesca a interpretare in modo corretto i primi segnali di cedimento”.
A spezzare una lancia a favore di Astir è intervenuto l'assessore Biancalani. “L'amministrazione comunale ha subìto un grave danno di immagine, la struttura diurna di Narnali per i malati di Alzhaimer era il fiore all' occhiello del nostro territorio, abbiamo avuto delegazioni anche americane che sono venute a studiare questo modello. Non ho mai avuto lamentele a proposito dei maltrattamenti, qualcuna sulle rette alte e sul vitto, i medici di famiglia che visitavano gli ospiti non hanno mai rilevato nulla. Il Comune ha rapporti con Astir, che è bene ricordarlo impiega 800 perone, e fino ad oggi non ci sono stati problemi”.
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