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Prato

Parto dopo il ricovero, muore la bambina

Parto dopo il ricovero, muore la bambina

Per l’Asl si è trattato di un caso di morte intrauterina del feto, i genitori annunciano un esposto

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PRATO. Aspettavano una bambina e ora piangono sul corpo senza vita di quella che doveva essere la loro prima figlia. Una coppia di giovani operai, entrambi di origine cinese, ha vissuto il dramma all’ospedale Santo Stefano e ora hanno intenzione di presentare un esposto per chiedere che la magistratura accerti se si è trattato di una tragica fatalità oppure se qualcuno ha sbagliato.

Secondo quanto il marito ha riferito all’avvocato Sabrina Serroni, grazie a un interprete, la storia inizia nella serata di sabato 11, quando la moglie, 26 anni, al nono mese di gravidanza, accusa dolori all’addome e viene portata in ospedale. Secondo il marito le acque si erano già rotte e dunque il parto doveva essere imminente. «L e acque non si erano rotte - replica però il dottor Giansenio Spinelli del reparto di ostetricia - C’era un sospetto di sacco rotto e per questo abbiamo messo la paziente sotto controllo costante. Tutto è stato regolare e nulla lasciava presagire quello che poi è accaduto. Non abbiamo idea di cosa sia successo, posso solo dire che si è trattato di una morte intrauterina del feto e che casi del genere, purtroppo, si verificano due-tre volte ogni mille parti». Una statistica che non rassicura la coppia.

La madre mancata è in lacrime, il marito pure. Non hanno capito che cosa non ha funzionato e ieri si sono rivolti all’avvocato Serroni per presentare un esposto. «Una cosa che mi coglie di sorpresa - dice ili dottor Spinelli - Ho parlato a lungo con loro e spiegato cosa era successo non mi sembrava che volessero fare un passo del genere. Comunque noi siamo tranquilli, facciamo 2800 parti all’anno, ci sono persone preparate e di gran cuore. E’ stato fatto tutto secondo le regole». Nel frattempo, sempre ieri, l’Asl avrebbe autonomamente proceduto all’esame autoptico, come si fa in questi casi. Se l’esposto arriverà in Procura, quasi certamente ne verrà fatto un altro, al quale potrà partecipare anche un medico legale nominato dalla famiglia.

Per questo caso, a differenza di altri in pasato, l’Unità di crisi dell’Asl non è stata convocata, e questo lascerebbe pensare che secondo l’Azienda sanitaria non sono stati commessi errori. (p.n.)

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