Il presidio
Il negozio di scarpe “Corsi” cambia gestione e parla cinese
I titolari hanno lasciato l’attività a commercianti con altre ditte a Firenze Toccafondi: «Sono venuti a presentarsi in assessorato». Presto l’inaugurazione
PRATO. Le loro scarpe hanno rivestito per quasi trent’anni i piedi di tanti facoltosi pratesi.
Calzature dall’assortimento più vario e originale diventate il sogno proibito, per via dei costi alti, di tante fashion- victim. Continueranno ad esserlo anche se il marchio “Corsi” di via Garibaldi a breve parlerà… cinese. Proprio così. Da settimane in città correva voce di un passaggio di testimone dalla famiglia Corsi ad alcuni imprenditori dagli occhi a mandorla chiamati a raccogliere l’eredità del negozio pratese aperto nel 1986 e che, agli inizi di giugno, aveva tappezzato le sue vetrine con l’annuncio di una liquidazione choc sulla merce dal 40% al 60%.
Non a caso. La fine dell’attuale gestione del negozio non è mai stata confermata dai titolari italiani interpellati telefonicamente dal Tirreno finché ieri i cinesi hanno fatto capolino nel negozio chiuso che riaprirà lunedì 20 per riprendere con la svendita. La giovane coppia di imprenditori cinesi che ha buttato gli occhi sul “Corsi”, tanto da avviare lì un’attività commerciale ex novo, non avrebbe niente a che vedere con Prato arrivando dalla piana fiorentina. Ad averli incontrati di recente è l’assessore comunale allo sviluppo economico Daniela Toccafondi che saluta positivamente l’interesse di imprenditori cinesi con già alle spalle altre attività in provincia di Firenze verso il centro storico pratese visto che il loro investimento guarda a un prodotto di fascia alta (come è nelle corde del marchio “Corsi”).
«Anche perché – fa presente Daniela Toccafondi – in base alle informazioni in mio possesso mi risulta che a cambiare sia solo la proprietà ma non la tipologia di articoli in vendita che rimarranno di fascia molto elevata. Sono rimasta favorevolmente colpita da questa coppia di imprenditori cinesi, marito e moglie, che sono venuti a presentarsi in assessorato. A quanto mi hanno detto - aggiunge l'assessore - nei locali dovrebbero eseguire anche alcuni lavori di ampliamento».
E in effetti la motivazione dello sconto che si legge guardando la vetrina è “per rinnovo locali”.
“Corsi”, insomma, dovrebbe continuare a rimanere un marchio di calzature di lusso, destinato a una cerchia ristretta di clientela. E sembra che anche il personale italiano che lavora in negozio – si parla dell’inaugurazione dei nuovi locali a settembre - verrà inglobato dalla nuova gestione con una continuità naturale così fra titolari italiani e quelli cinesi. Non sappiamo se quel grande fondo commerciale nel salotto buono della città sarebbe rimasto sfitto se gli acquirenti orientali non si fossero fatti mai avanti. Di certo a Prato non era mai accaduto che nel segmento del commercio di lusso (quel poco che è presente nel nostro centro storico) puntasse i piedi l’imprenditoria cinese, vocata tradizionalmente ad attività di pronto moda, confezioni, servizi e negozi di scarsa qualità.
In via Garibaldi “Corsi”, nella sua rinnovata versione ad occhi a mandorla, continuerà di fatto a convivere con un altro nome storico delle calzature a Prato, sinonimo di tradizione e qualità, che è il negozio ultracentenario “Mantellassi” anche se di fascia di prezzo più bassa.
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