Il presidio
Manzione gela Prato: «Difficile inviare più forze dell’ordine»
Il sottosegretario agli Interni ha partecipato al consiglio sulla sicurezza, via libera alla commissione di vigilanza
PRATO. Se la città un po’ ci sperava, ieri mattina ha dovuto ricredersi. Per gli agognati rinforzi delle forze dell’ordine i pratesi possono attendere perché «tutte le questure italiane sono sotto organico e ogni territorio rivendica una sua specificità». La doccia gelata è arrivata dal sottosegretario all’Interno Domenico Manzione che ha partecipato a un consiglio straordinario sul tema sicurezza richiesto dall’opposizione (eccetto il Movimento 5 Stelle). Niente promesse e annunci da parte del numero due di Alfano che si è potuto fare un’idea della situazione pratese ascoltando gli interventi dei capigruppo in aula. L’opposizione, per la verità, s’è fatta poco vedere sui suoi banchi nonostante caldeggiasse da mesi la convocazione di un consiglio sul tema sicurezza: così, su cinque gruppi consiliari firmatari della proposta (Prato con Cenni, Forza Italia, Prato Libera e Sicura, l’indipendente Emanuele Berselli e l’indipendente di sinistra Marilena Garnier) hanno risposto all’appello solo sei consiglieri su dieci (assenti Cenni, malato, Mondanelli, Giugni e Silli). Ma torniamo alla seduta. Tra le concessioni strappate al rappresentante governativo, un’attenzione eccezionale per le sorti della Polfer pratese che rischia di essere declassata e trasferita a Firenze. «Mi pare di comprendere che esista una specificità legata allo spaccio intorno alla stazione ferroviaria – ha detto Manzione - Mi preoccuperò di seguire in prima persona la questione, discutendone col capo della polizia. Non mi sento però di promettere mirabolanti incrementi di organici perché non è facile spostare personale da un posto all'altro per poter rimpolpare singole sezioni. Al contrario, va vista la possibilità di inserire personale aggiunto con l’immissione di forze fresche provenienti da eventuali futuri concorsi». Il sottosegretario ha preso la parola sul finale, dopo aver ascoltato gli interventi di tutti i capigruppo. Una buona notizia riguarda l’organico del tribunale: il trasferimento di due unità amministrative sarà compensato, tramite mobilità, con l’arrivo di due persone che serviranno così a tamponare l’emorragia di personale. A tenere banco, l’emergenza dello spaccio e tossicodipendenza con i pesanti numeri snocciolati nei giorni scorsi. Apprezzata dal sottosegretario la proposta del consigliere della lista Prato con Cenni, Antonio Longo, ovvero quella di istituire una commissione speciale d’indagine “itinerante” e temporanea contro la droga (un’analoga proposta dei 5 Stelle era stata bocciata nei mesi scorsi), composta da consiglieri comunali e membri esterni tra cui rappresentanti delle autorità di sicurezza. Proposta salutata favorevolmente anche dal primo cittadino. «Non ci interessa metterci dei bollini – ha detto Biffoni - noi qui vogliamo risolvere i problemi partendo da quello che come Comune possiamo fare fin da subito per la sicurezza, senza cercare alibi. E quindi dobbiamo ripartire dalla scuola, tornando a raccontare ai ragazzi l'errore che rischiano di commettere con le droghe». Deluso l'ex assessore-sceriffo Aldo Milone che in presenza del sottosegretario aveva invocato regole più stringenti per l’apertura di imprese straniere con una fideiussione e per i money transfer. Articolato l’intervento di Silvia La Vita, M5S, per il quale la sola repressione non basta: «Abbiamo un'emergenza anche di sicurezza sanitaria. Un sindaco può scegliere d'installare macchine scambiatrici per le siringhe, oltre a prevedere campagne contro le droghe nelle». Ma c’è chi non ha mandato giù la decisione di far intervenire solo i capigruppo, come il consigliere Giorgio Silli. «Ho abbandonato i lavori - spiegherà più tardi - in disaccordo con la decisione di limitare gli interventi a un solo consigliere per gruppo».
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