Il presidio
Anziani maltrattati, le operatrici sospese: "Non siamo mostri"
Inchiesta sulla casa di riposo di Narnali, iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al gip per cinque indagati, che non nascondono paura e sconforto: "Ce l'hanno tutti con noi"
PRATO. "Non siamo mostri, non siamo delinquenti...". Hanno le lacrime agli occhi le operatrici del Consorzio Astir indagate per i maltrattamenti sugli anziani nella casa di riposo di Narnali, mentre aspettano di essere interrogate dal giudice per le indagini preliminari Silvia Isidori. Tre di loro sono sedute nella penombra del corridoio al secondo piano, davanti all'aula grande, e non nascondono la paura e lo sconforto. "Ci hanno dipinte come mostri, tutti ce l'hanno con noi, ma noi non siamo delinquenti". Di più non possono dire, aspettano i consigli degli avvocati, ma una dice che prima di giudicare bisognerebbe considerare anche il clima che c'era all'interno della Rsa di Narnali.
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Gli interrogatori di garanzia sono iniziati pochi minuti dopo le 10, presente il pubblico ministero Egidio Celano, pronto a fare domande a chi vorrà rispondere (gli indagati possono avvalersi della facoltà di non rispondere). In questa prima tranche di interrogatori sono stati convocati in Tribunale Maria Grazia Carenzi, 54 anni, difesa da Luciano Capecchi; Daniela Lascialfari, 54 anni, difesa da Stefano Cambi e Michela Giannerini; Filomena De Lillo, 61 anni, difesa da Federico D'Angelo; Alessandro Pozzato, 43 anni, difeso da Giovanni Sicigliano; Cristina Cianella, 65 anni, difesa da Sabrina Serroni. Gli interrogatori servono al gip per confermare le misure adottate (sospensione dal servizio, da 4 mesi a un anno a seconda delle posizioni) e per consentire agli indagati di fornire una loro versione dei fatti.
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Alle 11 è toccato agli altri quattro sospesi, Chantal Abi, 50 anni, difesa da Antonino Denaro; Fiorella Parlanti, 57 anni; Biagio Carta, 42 anni; Liviana Pastorelli, 54 anni, difesa da Maurizio Milani. Alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno risposto alle domande del giudice fornendo giustificazioni. Tra coloro che hanno preferito non rispondere c'è una delle principali indagate, Daniela Lascialfari, che è apparsa imperturbabile quando è uscita dall'aula accompagnata dall'avvocato. Molto più emozionate altre indagate. Una di loro, difesa da Elena Ubaldi, ha detto che è la prima volta che mette piede in Tribunale e che ha dovuto cancellare il proprio profilo Facebook dopo aver ricevuto una valanga di insulti e minacce, che hanno coinvolto anche i suoi familiari.
Alessandro Pozzato, dipendente del Consorzio Astir, ha invece scelto di rispondere e per più di mezz'ora ha spiegato le sue ragioni al giudice Isidori. Tra gli argomenti che verranno sollevati dalle difese ce n'è uno in particolare che attiene al capo d'imputazione: a tutti vengono contestati i maltrattamenti, un reato che presuppone la ripetitività delle condotte, ma in realtà a più di un indagato viene contestato un solo episodio. Anche su questo accusa e difesa si daranno battaglia.
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