Italia
Quella strana calma dopo la tempesta nella casa di riposo
Viaggio nella Rsa di Narnali, dove gli anziani sembrano ignorare il caso che agita le cronache dei giornali
PRATO. «Io qui ci sto bene, non ho niente di cui lamentarmi, ora vado a farmi la barba». L'anziano in carrozzina sorride e si avvia, sotto lo sguardo affettuoso della moglie. Entrare nella casa di riposo di Narnali il giorno dopo lo scoppio dello scandalo, il giorno dopo aver saputo degli odiosi maltrattamenti a cui venivano sottoposti alcuni degli anziani ospiti, provoca un senso di straniamento. Sono da poco passate le 10 di un tranquillo sabato di luglio e se uno dovesse riassumere in una parola quello che vede dentro la struttura di via del Guado, direbbe pace. Un gruppetto di anziane scambiano due chiacchiere nella sala del refettorio, un altro gruppo ha scelto il giardino per prendere un po' di fresco all'ombra degli alberi, altri stanno da soli, gli sguardi persi sui terrazzi, una si trucca. Qualche parente si è fermato al primo piano, vicino a quelle stanze che nelle immagini riprese di nascosto dalla polizia sono diventate simili a camere di tortura.
Certo, i “cattivi” sono stati allontanati e ora si sta molto attenti a non fare un passo falso, ma gli ospiti non sembrano imbeccati. L'operatrice che ci accompagna in giro per la Residenza sanitaria assistenziale, il nome che la burocrazia da qualche anno ha scelto per chiamare le case di riposo, non ha bisogno di prendere particolari precauzioni per indorare la pillola. Le basta mostrare quello che c'è, stanze color pastello, gente in camice che va e che viene, ambienti apparentemente puliti. Chiede solo di non fare il suo nome.
E però quelle immagini orribili ci sono e non si cancellano. Quegli schiaffi e quegli insulti gratuiti ci sono e continuano a risuonare nelle orecchie. Più fuori dalle mura della casa di riposo, verrebbe da dire, che all’interno. La speranza è che molti ospiti della Rsa non lo sappiano e che gli umiliati e offesi possano dimenticare. L'immagine simbolo di questa storia è il primo fotogramma del video diffuso dalla polizia, la donna nuda, scheletrica, malata terminale, che viene pesantemente insultata da due infermiere impegnate a pulire i suoi bisogni. Quell'immagine, inutile girarci intorno, ci ricorda i lager di settant'anni fa, ma lei forse non si è resa conto di cosa le stavano facendo.
Torniamo al piano terra insieme all'operatrice che ci ha accompagnato nel giro e troviamo i familiari di un anziano venuti a informarsi. Dopo aver letto i giornali e aver visto i telegiornali di ieri, ci si potrebbe aspettare persone urlanti venute a farsi giustizia, invece la discussione è calma e civile. E al momento, confermano dall’Asl, non risultano famiglie che abbiano deciso di togliere gli anziani dalla casa di riposo. Tante telefonate, alcune più preoccupate di altre, ma nessuno ha spostato il parente altrove. Due famiglie erano più dubbiose, ma poi hanno deciso di continuare a dare fiducia alla casa di riposo, quando sono state informate che il personale sarebbe stato sostituito. «Sarà un periodo difficile - commenta l'operatrice - Bisognerà ricominciare da capo con personale nuovo, ma siamo pronti a farlo». E anche gli anziani dovranno abituarsi a vedere facce nuove. Però c'è da scommettere che alcuni saranno contenti.
Paolo Nencioni
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