Il presidio
Contro la canicola c’è la fontana Così ci si difende a Tobbiana
In tanti improvvisano la doccia in piazza della Lirica e la lotta al caldo diventa un gioco di gruppo Ecco la mappa del refrigerio in Valbisenzio per chi in questi giorni non può andare al mare
PRATO. Anche ieri Prato è stata una delle città più calde d'Italia con una massima di 36 gradi registrata alle 14, ma qualcuno ha trovato un modo abbastanza fantasioso per combattere la canicola usando la nuova fontana di piazza della Lirica, a Tobbiana. Fin dal mattino giovani e meno giovani hanno fatto la doccia sfruttando i getti d'acqua che partono dalla base in cemento. Nel pomeriggio un gruppo di ragazzi si è esibito anche in evoluzioni in bicicletta tra i getti della fontana.
Per tutti coloro che non sono andati al mare, l’alternativa alla canicola è stata la Valbisenzio. Mentre in città la colonnina di mercurio è salita a 34 gradi già alle 11 del mattino di domenica 5, sui monti di Cavarzano (Poggio di Petto ) non ha superato i 27,1° e a Montepiano 28 gradi (Fonte valbisenziometeo). Fiumi o boschi possono diventare una valida alternativa e così nel comune di Cantagallo l'accesso al Carigiola si trasforma in una piccola spiaggia dove si può prendere il sole, o il fresco a seconda di dove ci si posiziona, oppure fare il bagno nella fresche acque. Ovviamente non può mancare il picnic della domenica a base di pasta fredda, melone e mozzarelle.
Sempre per gli amanti dell’acqua ci sono anche le sponde del Limentra, verso Fossato, luogo meno frequentato, ma altrettanto fresco e abbastanza agevole da raggiungere. Altra meta sono le fonti del Bisenzio, all'interno della riserva naturale dell'Acquerino, utilizzando il percorso che parte da e si snoda all' interno del bosco, attrezzato anche per la zona picnic. Per gli amanti della montagna c'è Pian della Rasa con gli infiniti prati dove poter mangiare(in alternativa c'è anche il rifugio Pacini) giocare e schiacciare un pisolino. Ci si arriva comodamente con la macchina oppure, ma la stagione è forse troppo calda, a piedi.
Altra meta è Poggio di Petto a 1100 metri di quota, che agli inizi del '900 era un alpeggio dove i pastori del paese di Cavarzano portavano i loro greggi di pecore al pascolo. L'alpeggio iniziava a maggio e si protraeva fino a settembre. Mentre le greggi pascolavano, i pastori lavoravano duro raccogliendo la legna e preparando il carbone per l'inverno, mietevano il grano e coltivavano l'orto e le patate. I pastori con tutta la famiglia vivevano tutti insieme nel rifugio che a quel tempo era chiamata capanna e dormivano su giacigli di paglia. A settembre, prima dell'arrivo, radunavano i greggi e partivano per la Maremma, per svernare. La casa dei pastori oggi è stata trasformata in un rifugio dove si può anche mangiare. Infine per chi comunque preferisce restare in paese l'alternativa è Montepiano con il suo lago anche se durante il giorno è più calda dei luoghi citati in precedenza.
Alessandra Agrati
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