I profughi sono a quota 280 pronta struttura a Maliseti
Faggi: «Siamo al limite della sostenibilità». Venticinque migranti saranno accolti in un residence sanitario privato, oggi apertura delle offerte per altri 150 posti
PRATO. Altri sedici, arrivati e andati via immediatamente. Sedici tra somali, siriani, un nigeriano. Gli ultimissimi arrivi di profughi, questa volta, non andranno a ingrossare la conta dei migranti ospitati a Prato ma è solo un caso: «Ora davvero siamo al limite - afferma il vicesindaco Simone Faggi - Tanto che attiveremo subito un’altra struttura». Il numero di migranti approdati in città e in cerca di aiuto è salito a 280, trentacinque in più del limite massimo fissato a 245 e superato ormai da due settimane. Il fatto è che gli sbarchi lungo le coste italiane continuano «ed è impossibile capire - continua Faggi - che cosa succederà nei prossimi giorni».
Piene le 19 strutture gestite per l’accoglienza dalle cooperative Santa Rita, Pane & Rose e Astir, necessario trovare altre strutture. Una verrà attivata in tempi record: «Si tratta di una palazzina privata a Maliseti - spiega il vicesindaco - che avrebbe dovuto essere usata come residence sanitario e nella quale riusciremo a dare ospitalità a 25 migranti».
La palazzina a Maliseti era stata progettata come struttura privata per i post ricoveri ma non è mai entrata in funzione, i proprietari si sono offerti di utilizzarla per i profughi. Non sarà l’unica. Oggi la Prefettura aprirà la busta con le offerte per il bando - emesso già qualche settimana fa - con il quale si cercano strutture in grado di accogliere nuovi 150 profughi. D’accordo con la Prefettura, il Comune predilige quelle situazioni di accoglienza nelle quali si possano raggruppare un buon numero di persone, evitando di disperderli in appartamenti disseminati sul territorio. Questo, da un lato, per semplificare l’assistenza e dall’altro per rendere più efficaci i controlli. Si vedrà ben presto quali altre strutture si faranno avanti .
«Si tratta comunque - prosegue Faggi - di un numero di profughi al limite della sostenibilità». Una questione che il sindaco Matteo Biffoni ha già fatto presente in una riunione a Roma a Palazzo Chigi qualche giorno fa e che ha ribadito al presidente della Regione Enrico Rossi in un nuovo incontro. La strada che ormai sembra obbliga è coinvolgere nell’accoglienza quei comuni toscani - oltre un centinaio - che ancora non hanno dato la propria disponibilità convincendoli ad allestire delle strutture.
Nel comprensorio pratese solo Cantagallo ancora non ha dato supporto ad alcun contingente di migranti ma il sindaco Guglielmo Buongiorno sta allestendo alloggi per dare ospitalità fino a un massimo di dieci persone. Rischiano però di essere una goccia nel mare.
Cristina Orsini
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