Il Tirreno

Prato

Bpvi, i soci "traditi" annunciano azioni legali

Proteste dei sindacati davanti alla sede della Popolare di Vicenza di Prato (foto Batavia)
◗
Proteste dei sindacati davanti alla sede della Popolare di Vicenza di Prato (foto Batavia)

E' Bruno Caparrotti, fondatore della pagina Facebook che ha riunito tutti i delusi di Prato e non solo, a dare l'annuncio: "La decisione l'abbiamo presa dopo un'assemblea, così almeno  smetteremo di sentirci degli ingenui"

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. I soci pratesi della banca popolare di Vicenza al termine di un'assemblea della sede della Coopoerativa Matteotti, convocata giovedì 25 giugnio, hanno deciso di intraprendere un'azione legale contro l'istituto di credito che l'aprile scorso ha svalutato le azioni portandole da 62 a 48 euro.

La notizia proviene da Tommaso Caparrotti, uno dei soci Bpvi "traditi", che immeditamente dopo la svalutazione delle azioni, ha aperto una pagina Facebook "Bpv ci rendi i soldi?" nella quale ha raccolto tutti quelli intenzionati a dare battaglia contro la poltica della banca.

"Siamo quei clienti della Banca - scrive Caparrotti - che negli ultimi anni si sono visti affibbiare delle azioni e che, come per incanto, dopo l’ultima assemblea dell’11 aprile, hanno scoperto che i risparmi che avevano affidato all’Istituto di Credito di loro fiducia erano improvvisamente diminuiti di un quarto. Questi pratesi non sono speculatori o investitori abituali, ma clienti decennali che hanno creduto nelle parole e nelle garanzie di coloro ai quali avevano affidato i loro risparmi in cambio di risibili interessi e qualche spicciolo di commissione in meno sulle operazioni così ingiustamente onerose da parte di chi tiene i tuoi soldi e ne fa quel che vuole, magari prestandoli agli amici cari".

BPVI, LA STORIA DELLA SVALUTAZIONE E LE PROTESTE

"Questi pratesi sono indignati - prosegue - non si rassegnano ad essere depauperati di una fetta così grande di quanto hanno risparmiato lavorando e soprattutto non sono in grado di recuperare neppure quel poco che rimane dei loro investimenti: infatti i titoli non sono commerciabili e perciò debbono tenerseli fino a quando, attraverso fusioni, ricapitalizzazioni e quotazioni in borsa, non saranno ridotti al nulla o quasi".

"Questi pratesi - conclude Cparrotti - hanno deciso di intraprendere un’azione legale che almeno consentirà di non sentirsi degli ingenui, ma soltanto dei clienti traditi dalle promesse verbali e cittadini fiduciosi che hanno preferito guardare in faccia il funzionario che parlava di garanzie e sicurezza piuttosto che leggere dieci pagine di parole scitte a caratteri minuscoli assolutamente incomprensibili. Da questi signori abbiamo ricevuto un solo messaggio: non doversi fidare di nessuno e non firmate mai niente neppure se viene da un fidato collaboratore.Vogliamo davvero che questo tipo di relazioni e questi personaggi siano la regola del nostro modo di vivere?"

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web