Il Tirreno

Prato

Bosi: «Con l’assessore Prato fa il pieno Ma la Festa Pd salta»

di Cristina Orsini
Bosi: «Con l’assessore Prato fa il pieno Ma la Festa Pd salta»

Il segretario democratico plaude alla nomina di Ciuoffo e spiega perché l’appuntamento a Maliseti è stato cassato

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PRATO. Una bella notizia: Prato ha fatto il pieno alle elezioni regionali con due consiglieri e oggi un assessore, Stefano Ciuoffo, anche se ancora senza deleghe. Una notizia un po’ così: Prato, quest’anno, non avrà la consueta Festa dell’Unità provinciale perché costa troppo. E’ il segretario provinciale Pd Gabriele Bosi, 31 anni, nella nuova veste, decisamente meno “vetero”(area “orfiniana”quella dei “giovani turchi, sostegno pieno all’impronta riformatrice del governo, patto di governo a Prato con Area Dem e renziani, una fidanzata 5 Stelle decisamente battagliera) a riflettere sulla prima e a comunicare, con sincerità, la seconda.

Dall’ ottobre 2013, data della sua elezione a segretario Pd, il partito non ha mancato un obiettivo: è stato eletto un sindaco democratico dopo cinque anni di governo del centrodestra; alle regionali l’exploit del territorio è stato quasi inaspettato: è scattato il secondo consigliere e ora, dopo diversi anni di attesa, Prato torna nel governo toscano con l’assessore, Stefano Ciuoffo. Merito suo?

«Merito del nostro metodo di lavoro. Se siamo arrivati a questo - ed è un ottimo risultato - è perché, dopo la mia elezione, il gruppo dirigente si è ricompattato, si sono accantonate le ideologie di corrente e si è cominciato a pensare, con il buon senso che serve e con serenità, a fare uscire Prato dalla marginalità nella quale si era infilata con i cinque anni di governo di centrodestra. E’ stato questo lo schema vincente e su questo proseguiremo».

Ma l’assessore regionale non era comunque scontato.

«E’ stato grazie al voto, per una parte: il Pd ha tenuto e si è confermato come unico partito di governo, la città ha ridato credito a Rossi, il centrodestra si è frantumato, i 5 Stelle e la sinistra alla fine sono rimasti dentro il loro recinto di gradimento. Se Prato ha avuto l’assessore credo, però, abbia contato anche il confronto che io e Biffoni abbiamo avuto con Rossi, nel quale le valutazioni su Prato non si sono basate tanto sull’esito del voto quanto sull’importanza che questo territorio può avere per lo sviluppo di tutta la Toscana. Evidentemente Rossi ha convenuto».

Le piace Ciuoffo come assessore?

«Assolutamente sì, competente, serio e perfettamente in grado di rimettere Prato al centro del governo della regione per come il partito e il Comune lo intendono».

Tutto bene, quindi, tranne che per la Festa dell’Unità provinciale che quest’estate, dopo dieci anni, non si farà. E’ così?

«Sì, è così. Ma è un’assunzione di responsabilità. La Festa di Maliseti ha costi che oggi, il partito, non può sostenere. Sono, appunto, dieci anni che viene fatta e l’edizione dell’anno scorso ha mostrato un certo declino. L’avevano organizzata a risparmio, nella convinzione di coprire i costi con gli introiti, ma sono bastate alcune serate di pioggia per far saltare tutti i conti: è finita con un deficit di 15.000 euro. Troppi».

Non è una cifra straordinariamente alta, evidentemente la federazione non è messa bene economicamente.

«Infatti attualmente abbiamo circa 150.000 euro di debiti, una cifra che andata aumentando negli anni anche per l’organizzazione della Festa provinciale che è molto onerosa. E siccome le nostre entrare sono poche: il provento della campagna di tesseramento (1.700 tessere nel 2014 ndr) e i contributi diretti, abbiamo scelto di risparmiare. Abbiamo dei creditori da saldare, lo stiamo facendo ma molto lentamente. E’ bene che quest’anno si pensi al risparmio. L’anno prossimo s vedrà».

Quindi, l’estate passerà senza nemmeno un appuntamento tra il conviviale e il politico, organizzato dal Pd?

«No, le Feste si faranno anche quest’anno ma non sarà un appuntamento unico, piuttosto una festa itinerante in diverse zone del territorio. Ce ne sono dieci già pronte: cinque in provincia e cinque in altrettanti quartieri di Prato. La formula sarà quella consueta: pizza e di battiti però nei circoli Arci.Si parte questa sera (ieri ndr) a Montemurlo, poi Seano Schignano, Vernio e Montepiano. A Prato le Feste le abbiamo organizzate nei circoli di Coiano, della Querce, di Grignano, alle Fontanelle, a Sant’Ippolito e a Borgo Nuovo».

Non sarà la stessa cosa.

«Forse no ma non si può fare altrimenti. Stiamo comunque organizzando un gruppo di lavoro che avrà come compito, durante tutto quest’anno, quello di trovare sponsor per rendere sostenibili i costi della festa provinciale. Tra gli incassi e le sponsorizzazioni la Festa deve autofinanziarsi. E’ l’unica strada possibile. Vogliamo anche rilanciare il tesseramento. Difficile, lo so, ma secondo me, spazi ne esistono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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