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Profughi oltre la soglia massima
Prato ospita 250 migranti (il tetto è 245) e altri 15 arriveranno domani
PRATO. Profughi oltre la soglia massima dell’accoglienza: non c’è allarme ma Comune e Prefettura sono impegnati a trovare soluzioni.
Con gli ultimi arrivi la quota di migranti in cerca di un’altra vita a Prato è arrivata a 250, cinque persone oltre la soglia dei 245. E domani arriveranno altri quindici disperati, non si sa ancora da dove, ma toccheranno comunque a questo territorio. «La Cooperativa Sociale 22 (associazione temporanea di imprese composta da Santa Rita, Astir e Pane &Rose che ha visto l’appalto per la gestione profughi su Prato ndr) ha la possibilità di ospitare almeno un’altra venti na di migranti - spiega il vicesindaco Simone Faggi, al ritorno da una riunione in prefettura - certo è che se i numeri dovessero aumentare ancora, sarà necessario individuare altre strutture per dare accoglienza».E proprio di questo si è parlato nell’ennesimo summit con il prefetto Maria Laura Simonetti e con un duplice l’obiettivo: riuscire a dare una sistemazione alle persone in fuga da fame, povertà e guerra senza che però il territorio entri in fermento.
«Fino a ora - prosegue Faggi - ci siamo riusciti. Ma il problema è serio, perché si scarica la questione sulle comunità che accolgono. Fino a che il numero di profughi resta affrontabile, una soluzione ci si sforzerà di trovarla. Ma il fatto è che non sappiamo quanti migranti arriveranno e se saranno troppi dovrà per forza intervenire il governo». La Prefettura ha emanato un altro bando in cerca di alloggi per ulteriori 150 migranti «Stiamo cercando strutture private - prosegue il vicesindaco - Appartamenti, soprattutto, e se si rendono disponibili anche residence. La soluzione dei capannoni, per il momento, è impraticabile».
Presto le istituzioni dovranno affrontare anche un altro problema: quello dei profughi arrivati per primi, nel 2014, che non hanno ottenuto lo status di rifugiati (secondo le stime sono il 90% dei richiedenti) e che non potranno restare sul territorio. Ma che farne ancora nessuno lo sa.
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