Falso cieco tradito dal foulard del vigile
Indagine in corso nei confronti di un centralinista pratese. E’ accusato di riscuotere 881 euro al mese senza averne diritto
PRATO. E' stato pedinato per due mesi. Con l'obiettivo di provare a dimostrare che un pratese, centralinista in una delle filiali cittadine di un istituto di credito, non era completamente cieco ma più semplicemente ipovedente. Insomma con problemi alla vista ma tutt'altro che non autonomo. E che quindi quell'indennità di 881 euro al mese che ha riscosso dal luglio del 2007 (e fino ad oggi) non gli era dovuta.
Una vera sfida per gli uomini del comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli che in due mesi hanno creato ad hoc varie situazioni di difficoltà per provare a dimostrare quanto il difetto visivo non fosse così grave e comunque non riconducibile alla cecità assoluta.
Un percorso a ostacoli, documentato con un video quasi divertente se dietro non si sospettasse ci fosse un grave reato, che il quarantaquattrenne ha brillantemente superato tanto da far aprire al sostituto procuratore Antonio Sangermano e al procuratore capo Giuseppe Nicolosi, che hanno coordinato l’indagine, un fascicolo con l'accusa di truffa ai danni dello Stato e per aver indotto in errore un pubblico ufficiale, il medico che ha rilasciato il certificato di cecità assoluta bilaterale e che, ad oggi, risulterebbe estraneo all’ipotesi di truffa.
Ad avere per primo dei dubbi è stato uno dei vigili urbani in servizio al comando pratese che al momento del rilascio del permesso per gli invalidi è - proprio il caso di dire - non ci ha visto chiaro.
Quell'uomo era davvero troppo scattante e poco impedito nei movimenti per essere completamente cieco e quindi, una volta rilasciato il permesso, ha continuato ad osservarlo mentre lasciava l'ufficio.
Da lì è partita l'attività di indagine e il pratese è stato osservato mentre si recava al supermercato e superava col suo carrello tutta una serie di ostacoli messi sul suo cammino (per scegliere i prodotti li portava vicino al volto per vederli meglio) oppure mentre tranquillamente attraversava la strada o, dulcis in fundo, in modo molto galante raccoglieva il foulard caduto (non inavvertitamente) a una vigilessa in un luogo pubblico.
Qualche indizio fa una prova e adesso l'uomo dovrà rispondere al pm sulle sue condizioni di salute e cercare di dimostrare che il materiale raccolto dalla municipale non dimostra niente, se non che è molto bravo a condurre una "una vita normale" e che davvero quell’indennità che lo Stato gli ha riconosciuto gli è dovuta.
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