Il Tirreno

Prato

confartigianato

Nasce il marchio "Gustiamo. I cultori del gusto"

di Maria Lardara
Da destra Stefano Crestini, Patriza Ferraboschi e Marco Matteucci
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Da destra Stefano Crestini, Patriza Ferraboschi e Marco Matteucci

Prato, tra le prime iniziative due tavolate di percorsi enogastronomici (dall’antipasto al dolce) al chiostro di San Domenico in occasione dei giovedì di luglio (nei giorni 2 e 30, dalle 20 alle 22

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PRATO. Cuore, cucchiaio e forchetta fanno parte del loro lavoro quotidiano, ingredienti della passione con cui deliziano il palato dei pratesi con cibi freschi e di qualità. Sono anche gli elementi del logo che identifica il marchio di “Gustiamo. I cultori del buongusto” che segna il battesimo del nuovo gruppo di operatori del comparto alimentazione, transfughi dall’Unione Commercianti per entrare a far parte della famiglia di Confartigianato: Gastronomia Tempestini, Pastificio Ferraboschi, Gastronomia Da que’ ragazzi, Beef & Pork, Il Buongustaio e Vecchio Forno Tobia.

Per il momento sono sei gli associati legati al nuovo marchio di Confartigianato ma l’elenco dei commercianti di “Gustiamo” è destinato ad aumentare. «Come associazione di categoria cerchiamo sempre di cavalcare la crisi con iniziative che ci rendono sempre più propositivi», fa presente Stefano Crestini, vicepresidente di Confartigianato Prato.

E due sono le iniziative in ponte, tutte da leccarsi i baffi con due tavolate di percorsi enogastronomici (dall’antipasto al dolce) al chiostro di San Domenico in occasione dei giovedì di luglio (nei giorni 2 e 30, dalle 20 alle 22: prevendita biglietti dal 15 luglio nei sei negozi di “Gustiamo”, consumazione 10 euro).

«Abbiamo scelto la formula dell’apericena – spiega Patrizia Ferraboschi dell’omonimo pastificio di via Tintori - per intercettare soprattutto le generazioni più giovani, in modo da sensibilizzarle all’importanza di un’alimentazione sana che passa anche dai prodotti di qualità. I gusti di oggi sono molto appiattiti, determinando un impoverimento della nostra cultura: i ragazzi spesso conoscono solo i cibi confezionati del supermercato. Dall’altra parte, cresce l’attenzione per un consumo consapevole legato ai prodotti di qualità».

Cosa accomuna le sei botteghe di “Gustiamo” aderenti a Confartigianato? Innanzitutto la vocazione del negozio di vicinato con tutti i suoi pregi. «Il cliente per noi non è un numero – fa notare Marco Matteucci della Gastronomia Tempestini - ma una persona cui riservare un trattamento privilegiato, quella ricerca di qualità che passa anche dalle nostre visite ai produttori. Questa è la nostra forza rispetto alla grande distribuzione: dobbiamo solo imparare a comunicare meglio».

Ecco perché, per promuovere la cultura del gusto e del buon cibo, i sei commercianti lasceranno momentaneamente la cassa sul bancone per uscire dai confini del negozio e proporsi all’esterno. Le due serate di luglio sono solo un gustoso assaggio. A ottobre torneranno altre ghiotte degustazioni con dimostrazioni pratiche aperte al pubblico al laboratorio di Confartigianato “Dolcelab”.

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