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Una autista della Cap aggredita da un automobilista

Una autista della Cap aggredita da un automobilista

PRATO. Per lo shock dovuto alla tentata aggressione ha aspettato qualche giorno prima di telefonare e raccontare l’accaduto al Tirreno. Storia di autisti e autiste (come in questo caso)...

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PRATO. Per lo shock dovuto alla tentata aggressione ha aspettato qualche giorno prima di telefonare e raccontare l’accaduto al Tirreno. Storia di autisti e autiste (come in questo caso) quotidianamente in trincea, alle prese con comportamenti incivili dei cittadini e spesso dettati da prepotenza. Come quella che ricostruisce Anna, autista della Cap (il nome è di fantasia) che mercoledì scorso, intorno alle 11.30, si trovava al volante della Lam Blu e stava percorrendo la preferenziale di via Ferrucci in direzione stazione, quando si è imbattuta in un “ostacolo” niente male all’altezza di via Boni: una Peugeot grigia parcheggiata contromano con un uomo di mezza età al volante che non voleva saperne di andarsene così da intralciare il traffico. «All’automobilista - racconta la dipendente della Cap - ho chiesto di spostarsi ma quando l’ho informato che gli sarebbe arrivata la multa a casa perché la telecamera di bordo aveva fotografato la sua auto, mi ha minacciato con la frase “Tanto ti faccio una faccia così”». Non è finita qui: il peggio doveva ancora venire perché il successivo tragitto della Lam, a bordo del quale c’erano solo due minori, è stato a dir poco drammatico. In via Tacca si è consumato il tentativo di aggressione. «L’automobilista della Peugeot s’è fermato nuovamente per piazzarsi davanti all’autobus, per poi scendere dalla vettura e tirare cazzotti alla porta a vetri del mezzo. La paura è stata tanta, non sono riuscita nemmeno a chiamare il 113: facile approfittarsene quando al volante di un autobus c’è una donna. Ma le tante persone che erano sulla strada o affacciate alla finestra per assistere alla scena non hanno mosso un dito o chiamato le forze dell’ordine». In tanti anni di servizio alla Cap, l’autista racconta di non aver mai avuto a che fare con così tanta prepotenza nell'indifferenza generale. Anna alla fine se l’è cavata solo perché nei paraggi c’era una pattuglia di polizia municipale, vedendo arrivare la quale l’automobilista prepotente è rimontato in auto e se l’è dato a gambe. «Visto che si spara sempre addosso agli stranieri, infine, tengo a precisare che l’uomo che mi ha minacciata era italianissimo», conclude l'autista.

Maria Lardara

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