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Cade nel fiume durante la gita scolastica, salvato in extremis
Lo studente che frequenta la seconda media alla Buricchi, figlio di Mauro Pasquini, dipendente della Croce d'Oro, stava per imbarcarsi su un battello per una mini crociera sul Brenta a Padova. E' precipitato mentre attraversava la passerella, salvato dai battellieri
PRATO. Poteva davvero finire male la disavventura di un ragazzo di 13 anni, figlio di Mauro Pasquini, dipendente della Croce d’Oro, uno dei volti noti di Prato, in gita con la scuola a Padova. Il ragazzo è finito nel fiume Brenta mentre stava per imbarcarsi sul battello che avrebbe condotto la classe (una seconda media della scuola Buricchi) in una mini crociera lungo il fiume.
“Non voglio fare il tragico – racconta il padre – ma per fortuna che mio figlio ha imparato a nuotare altrimenti sarebbe affogato”. Perché l’acqua del Brenta, venerdì 29 maggio, era molto fredda oltre allo choc e alla paura. Fortunatamente i battellieri si sono immediatamente gettati in acqua ripescando il ragazzo.
“Mio figlio – racconta Pasquini – era andato in gita di un giorno con la scuola a Padova. Avevano visitato la basilica di Sant'Antonio ed evidentemente la benedizione ricevuta dal Santo è servita a salvarlo. Dopo, assieme agli insegnanti, si sono diretti all’attracco dei battelli sul fiume per una mini crociera”. Così si sarebbe conclusa la gita degli studenti.
Ed è lì che è accaduto l’incidente. I ragazzi, tutti in fila, stavano salendo su battello percorrendo la passerella di legno che collega l’imbarcazione alla riva. “Mio figlio evidentemente – prosegue Pasquini – ha messo un piede in fallo ed ha perso l’equilibrio. Si è aggrappato alla passerella per evitare di finire in acqua ma ha resistito pochi attimi. Alla fino è caduto dentro l’acqua.”
Il ragazzo nonostante i vestiti e le scarpe è riuscito a tenersi a galla mentre il personale di bordo si è lanciato nel fiume. Pochi minuti e il ragazzo è stato issato a bordo: infreddolito, impaurito, con le braccia escoriate ma vivo e vegeto. Gli insegnanti gli hanno immeditamente messo addosso un cappotto, poi si sono messi alla ricerca di vestiti puliti per far cambiare il ragazzo bagnato come un pulcino.
“Sono stati bravissimi – conclude Pasquini – hanno comprato degli indumenti dalla Croce rossa e glieli hanno infilati. Così si è asciugato in poco tempo. Tutto è bene quel che finisce bene”. E’ stato il figlio a telefonare alla mamma per raccontarle l’accaduto ma anche per rassicurarla. “
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