Sul tribunale al collasso gravano 500 separazioni
Prato, la nuova legge sul divorzio breve accelera i tempi ma mette in difficoltà gli uffici giudiziari. Il presidente Pisano: "Siamo preoccupati, i rinforzi promessi non sono arrivati"
PRATO. Gli uffici giudiziari di Prato si trovano a dover affrontare l’impatto del divorzio breve, entrato in vigore alcuni giorni fa, con le note carenze di organico. Tradotto in numeri, nell’ultimo anno le cause pendenti di separazione sono quasi 500, di cui 220 divorzi consensuali e circa 260 contenziosi senza accordo fra i coniugi. Questa mole di pratiche - in aumento rispetto agli ultimi anni - con la nuova legge sul divorzio breve costringerà gli uffici ad un’accelerazione dei tempi.
Le novità della nuova legge. Finora lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione. Con il divorzio breve, il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno dei figli. Novità anche sulla comunione dei beni: si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale. Prima si realizzava solo col passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Infine, c’è l’applicazione immediata: il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso. In poche parole, sarà retroattivo.
I primi mesi saranno difficili. "La prima fase sarà problematica - dice il presidente del tribunale, Nicola Pisano - Ci aspettiamo un’affluenza di pratiche improvvisa e massiccia che si scaricherà sul tribunale. Un impatto sui nuovi causi ma anche su quelli pendenti per i quali verrà chiesta un’accelerata, unitamente al fatto che anche per la comunione dei beni non bisogna più aspettare la sentenza di separazione».
Negoziazione assistita dall'avvocato o allo stato civile. "Questi due istituti già previsti prima dell’entrata in vigore della legge potrebbero funzionare da valvola di sfogo - confida Pisano - ma sarà solo parziale, in quanto limitata alle separazioni consensuali. Non ho il polso esatto della situazione, ma dall’inizio dell’anno quando c’è questa possibilità mi risulta che questo strumento sia stato usato abbastanza poco. A Prato dopo il boom iniziale, c’è stata una certa diffidenza da parte dei coniugi e presentarsi all’ufficiale di stato civile".
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I rinforzi promessi dal governo non sono ancora arrivati. Il presidente del tribunale parla con franchezza: "E’ inutile girarci intorno, a Prato siamo preoccupati. La situazione della carenza d’organico si va facendo ogni giorno più drammatica. Ora mi vanno via altre 7 unità nel giro di pochi giorni, anzi 3 sono già stati trasferiti. Si tratta di una mobilità interna, la maggior parte di loro si trasferirà a Firenze. Dei 3 rinforzi annunciati dal governo allo stato attuale non abbiamo visto nessuno. Tra chi se ne va, persone distaccate e part-time la scopertura dell’organico è attualmente del 34,5%, ma se non cambierà qualcosa rischia di aumentare oltre il 40% nel giro di poco. Le risorse effettive a Prato ammontano a 42,89 (il decimale si riferisce al calcolo dei part-time) a fronte di un organico, già sottostimato per le esigenze di Prato, di 64 unità". Pisano aggiunge che, anche il direttore amministrativo previsto, non è arrivato perché non c’erano candidati.
Udienze rinviate per mancato numero legale di personale. Il sotto-organico pesa in modo particolare sui processi penali: "Non riusciamo a formare il minimo legale di 3 persone per formare il collegiale, quindi non si riescono a smaltire le udienze e molti processi rischiano di cadere in prescrizione. Mancano cancellieri, più che direttori. Prato è una realtà complicata: per l’immigrazione, ma anche per le procedure fallimentari e per gli sfratti, dove siamo fra i primi in Italia. Va fatto un discorso qualitativo, oltre che quantitativo. Nonostante questa emergenza mi basterebbero 7-8 cancellieri in più per riuscire a smaltire quasi tutto il lavoro".
Gli avvocati sono pronti alla nuova sfida. Lo assicura il presidente dell’Ordine degli avvocati di Prato Lamberto Galletti. "L'avvocatura è preparata sulla materia - dice Galletti - grazie anche ai numerosi approfondimenti e aggiornamenti avvenuti negli ultimi mesi. Le difficoltà del tribunale di Prato e le carenze d'organico sono note e all'ordine del giorno, ma il ricorso in tribunale non è l'unico strumento possibile, per fortuna, che il legislatore ha previsto. Per quanto riguarda noi avvocati, c'è la negoziazione assistita, che affianca chi si sta separando o divorziando".
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"E c'è l'altro strumento - prosegue Galletti - che è quello di risolvere i contenziosi davanti all'ufficiale dello stato civile del Comune. E' vero che la legislazione che accorcia i tempi delle sentenze ci ha preso un po' per la gola. Ma l'impegno degli avvocati di Prato è quello di dare un contribuito importante - seppure in un contesto difficile per i numeri in aumento e i problemi di organico del tribunale - nello smaltimento delle pratiche di divorzio, che è l'intento principale della nuova legge".
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