L'ambasciatore Mc Carthy innamorato degli affreschi del Lippi
In visita a Prato l’ambasciatore d’Australia presso la Santa Sede è rimasto incantato dalla Cattedale di Santo Stefano. Già pensa di tornare in città in occasione del Corteggio storico
PRATO. Una visita lampo, durata appena due giorni (sabato e domenica), ma più che sufficiente per far innamorare John McCarthy di Prato. L’ambasciatore d’Australia presso la Santa Sede, insieme alla moglie Cristina ed a una coppia di amici australiani, ha ammirato la città e soprattutto la Cattedrale di Santo Stefano che lo ha letteralmente rapito per la sua bellezza. L’idea di far tappa nella nostra città è stata di Ann Ainslie-Wallace, giudice a Sydney, che insieme al marito si trova a Roma per un mese per visitare l’Italia. All’ambasciatore ha proposto di andare a vedere Prato che la signora Ann conosce grazie alla Monash, università australiana dove lei è stata anni fa insegnante di Legge. Ed a organizzare la visita al Duomo ci ha pensato Chiara Baldazzi del Residence Manassei, dove l'ambasciatore, a Prato in forma privata, ha soggiornato.
“Un duomo fantastico – esordisce l’ambasciatore John McCarthy appassionato di arte – Ho avuto modo di ammirare gli affreschi di Filippo Lippi e sono rimasto meravigliato dalla loro bellezza.” A fargli da guida Claudio Cerretelli, direttore dei musei diocesani, al quale l’ambasciatore ha chiesto spiegazioni sui vari dipinti. Una visita durata due ore durante le quali McCarthy è stato accompagnato anche nella Cappella dove è custodita la Sacra Cintola che è stata eccezionalmente aperta per l'occasione.
L’ambasciatore d’Australia presso la Santa Sede (incarico che ricopre da due anni e mezzo) ha sottolineato come Prato sia a tutti gli effetti una città mariana. Dopo la visita alla Cattedrale un breve giro per la città e sabato sera cena in un noto ristorante del centro. “Ho mangiato una fiorentina gigante – dice soddisfatto l’ambasciatore - e poi come dolce ho gustato le pesche di Prato. Mi sono talmente piaciute che lo rivolute anche stamani (domenica, ndr) a colazione”.
L’ambasciatore ha ricordato come Prato sia famosa in tutto il mondo per i suoi tessuti ed inoltre era informato su come in città ci sia stata una figura importante come quella di Francesco di Marco Datini, pioniere del business internazionale. Facendo una passeggiata per il centro, John McCarthy ha notato dei piccoli sbandieratori e questo aspetto lo ha colpito piacevolmente. “E’ l’esempio di come in Italia – ha detto – si coltivano le tradizioni fin da piccoli”.
“Due giorni stupendi – aggiunge la moglie Cristina – e vorremmo ritornare a visitare Prato. Ai nostri amici parleremo bene di questa città. Inoltre – prosegue la signora McCarthy – l’Italia è un paese molto importante per l’Australia, perché si stima che gli australiani di origini italiane siano quasi un milione”. La signora Cristina, parlando poi di tradizioni ha fatto presente come il marito indossasse il tipico cappello australiano, nella versione in feltro. Domenica l’ambasciatore, la moglie ed i loro amici prima di far rientro a Roma hanno partecipato alla messa in Cattedrale. “Impegni permettendo – terminano i coniugi McCarthy – vorremmo tornare a Prato per l’8 settembre, quando ci sarà l’Ostensione della Sacra Cintola ed il corteggio storico che ci farebbe piacere vedere”.
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