Falsi permessi, la Finanza sequestra 87.500 euro
La somma in contanti era custodita in una cassetta di sicurezza intestata a uno dei due consulenti del lavoro indagati dalla Procura
PRATO. Quello trovato nei giorni scorsi dai militari della Compagnia della guardia di finanza potrebbe essere il "tesoretto" accumulato dai fabbricanti di falsi permessi di soggiorno, o almeno una sua parte. Nell'ambito dell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Antonio Sangermano sulle false assunzioni in aziende cinesi fantasma per ottenere i documenti necessari al rilascio o al rinnovo dei permessi di soggiorno agli orientali, inchiesta che vede 212 indagati, la Finanza ha trovato 87.500 euro in contanti e li ha sequestrati.
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Fonti qualificate confermano che i soldi erano custoditi in una cassetta di sicurezza intestata a Marco Principia, uno dei due consulenti del lavoro indagati nell'inchiesta (l'altro è Silvia Bruni). Ora il professionista pratese sarà chiamato a spiegare l'origine di quel denaro, e cioè se si tratta di somme ricevute in cambio della sua presunta attività illecita oppure se sono pagamenti che niente hanno a che vedere con la storia dei permessi di soggiorno.
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