Meteo
Lasagne all'alunna affetta da celiachia, la bimba si sente male
La madre: «A mensa hanno sbagliato il menù». E l’assessore: «Abbiamo scritto all'azienda che si occupa della sporzionatura affinché prendessero provvedimenti disciplinari»
PRATO. E' celiaca, alla mensa le avrebbero dovuto servire un menu speciale ma l'addetta alla sporzionatura dei piatti le ha dato una porzione di lasagne. Uno scambio di piatti avvenuto ieri alla mensa dell' Istituto Mascagni ai danni di una bambina di cinque anni che frequenta la scuola dell’infanzia. A denunciare quanto accaduto la madre della piccola. «Purtroppo - racconta la donna – non è la prima volta che capita: l'anno scorso è successo per ben due volte a distanza di cinque mesi. Al tempo avevamo deciso di portare a casa la bimba per il pranzo. Quest'anno abbiamo voluto dare fiducia a chi gestisce la sporzionatura, ma evidentemente è stata mal riposta».
La bambina verso le 14,15 si è sentita male. Ha cominciato a vomitare e dopo la settima volta è stata accompagnata al pronto soccorso dove è stata tenuta in osservazione per tre ore.
«Si sta riprendendo piano piano, sono venute a trovarla anche le maestre che non hanno nessuna colpa di quanto è accaduto. Mi hanno addirittura proposto di far servire il pranzo in classe, in modo che con pochi bambini da sorvegliare, il problema non si ripeta più».I genitori sono comunque perplessi e stanno pensando di sporgere denuncia ai carabinieri. «Fino a quando andava al nido, che era privato, non si erano mai verificati questi inconvenienti, purtroppo non c'è modo di spostarla in un' altra scuola, ma chi ha sbagliato deve pagare».
Ad accorgersi dello scambio sono state le maestre: la porzione speciale sigillata, confermano le insegnanti, è arrivata regolarmente alla mensa, ma poi non è stata distribuita (sembra che ci siano stati problemi anche per i menu in bianco).«L'errore è stato notato quando mia figlia aveva già ingerito buona parte del pranzo, a quel punto è stata chiamata mia suocera: io lavoro a Scandicci e lasciare il posto di lavoro è un problema, che l'ha portata a casa. Dopo poco la bimba si è sentita male e così ho dovuto precipitarmi da lei e accompagnarla in ospedale».
Lo scorso anno, in base a quanto riferisce la madre le sarebbe stata data, una volta una volta una porzione di pasta e una seconda di tortellini, ma una maestra si rese conto in tempo e le mise le dita in bocca per evitare che ingerisse. «E' stato il comportamento giusto – spiega la madre – ma la piccola è rimasta comunque scioccata, tanto che l'ho ritirata dalla mensa».La famiglia della bambina ormai convive da 5 anni con la malattia: «A sette mesi le hanno diagnosticato la celiachia e quindi siamo in grado di gestire i suoi pranzi: in teoria con un certificato medico non ci dovrebbero essere problemi neppure a scuola. Ma questa è teoria».
In alcuni casi è possibile che si verifichi uno choc anafilattico.«Il fatto è grave – spiega l'assessore alla pubblica istruzione Maria Grazia Ciambellotti – sia perchè è la terza volta che succede sia perchè vuol dire che non è stata seguita la procedura corretta di servire prima i bambini che necessitano di una dieta speciale. Gli uffici si sono subito mossi con una segnalazione disciplinare alla ditta che sporziona i piatti. Accerteremo poi chi è il responsabile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
