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Processo al presunto “pirata” Assoluzione a sorpresa

PRATO. Non fu il giovane marocchino Nabil Haba, 21 anni, a travolgere e quasi ammazzare Edoardo Mattei, all’epoca diciannovenne, figlio dell’avvocato Giandomenico, la notte del 6 luglio 2011 alla...

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PRATO. Non fu il giovane marocchino Nabil Haba, 21 anni, a travolgere e quasi ammazzare Edoardo Mattei, all’epoca diciannovenne, figlio dell’avvocato Giandomenico, la notte del 6 luglio 2011 alla rotonda tra via Machiavelli e via Matteotti. L’assoluzione a sorpresa di Haba è arrivata ieri al termine del processo che si è svolto davanti al giudice Monica Jacqueline Magi. Un mezzo colpo di scena, perché nel dicembre del 2011, quando Nabil Haba fu arrestato, sembrava che tutto deponesse contro di lui: le tracce lasciate dal suo cellulare, immagini riprese da una telecamera di sorveglianza in occasione di un furto, e soprattutto le dichiarazioni della convivente, che disse di aver ricevuto una sua confidenza. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il marocchino avrebbe rubato in un ristorante cinese in via Cavour e sarebbe tornato il giorno dopo a rubare l’Audi A6 di un muratore romeno, primo sospettato di essere il pirata della strada. Ma la testimonianza fornita in aula dalla ex convivente (che aveva già denunciato per violenza Nabil) e quella del muratore romeno non sono state ritenute particolarmente credibili. E così il giudice ha dato ragione alla tesi dell’avvocato difensore, Antonio Bertei. (p.n.)

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