Il ministro Poletti spiega il suo bonus: "Una scelta equa"
Il titolare del dicastero del Lavoro ha partecipato a un'iniziativa elettorale del Partito democratico a Prato e ha incontrato anche i lavoratori della Fil
PRATO. "Abbiamo fatto una scelta compatibile coi requisiti della Corte costituzionale e ispirata a principi di equità". Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti parlando a un'iniziativa elettorale del Partito democratico che si è tenuta nell'auditorium della Provincia. Poletti ha parlato del bonus di 500 euro che il governo Renzi ha deciso di versare il prossimo 1° agosto a circa 3.700.000 pensionati come rimborso per la mancata indicizzazione delle pensioni deciso dal governo Monti.
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"Non abbiamo voluto caricare sulle spalle delle future generazioni un onere ulteriore dopo tutti i debiti che abbiamo messo sulle spalle di questi giovani - ha aggiunto il ministro - Abbiamo fatto una scelta corretta che abbiamo rappresentato in maniera esplicita ai cittadini italiani". Sui rischi di altri ricorsi alla Corte costituzionale il ministro si è detto convinto che "è legittimo che ogni cittadino che reputi di averne titolo presenti il proprio ricorso. Dal nostro punto di vista abbiamo fatto una scelta coerente con quanto prevede la decisione della Consulta. Abbiamo scelto una strada di progressività e di equità, e compatibile col principio costituzionale del pareggio di bilancio".
Prima dell'iniziativa pubblica, il ministro Poletti, che ha cenato al ristorante Baghino, ha incontrato una delegazione dei lavoratori del Centro di formazione Fil, preoccupati del loro futuro a causa del trasferimento delle deleghe dalla Provincia alla Regione.
A cena, davanti alla bistecca e alle patate, il ministro ha dato la disponibilità a industriali e sindacati a finanziare il progetto Welfare, l'aumento dei salari attraverso beni e servizi. Una disponibilità che, a onor del vero, era già stata data l'anno passato ma che il ministro ha voluto ribadire.
Più generale invece l'intervento del ministro Poletti davanti al pubblico della sala consiliare."Bisogna prendersi la responsabilità di decidere e fare le cose perché sennò si va a cascata", ha esordito. "Come è potuto accadere - ha aggiunto - che fino a un anno fa gli avviamenti al lavoro fossero tutti cocopro, a termine o cococo? Com'è potuto accadere che il contratto migliore a tempo indeterminato è diventato residuale? È stato elemento più distruttivo accaduto in questo Paese. Quei contratti ti danno meno salario".
"Poi ci sono le imprese che cercano di pagare meno e quindi non hanno la priorità sulla commercializzazione. Abbiamo imbarbarito il Paese. Noi vogliamo tornare a un paese che si fonda sul tempo indeterminato come contratto normale. E per questo abbiamo fatto delle scelte. Vogliamo che le imprese investano sulle persone che abbiamo dentro le aziende". Poi il ministro ha parlato del lavoro subordinato e del ridisegno dei rapporti di lavoro.
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