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Bombardamento di mail alla trasmissione delle "Iene"
L'iniziativa parte da un gruppo Facebook cittadino per lanciare l'allarme sugli episodi di criminalità che si verificano a Prato
PRATO. Parte dalla pagina Facebook del gruppo “Prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità” l’idea del Flash E-mob. Si tratta di un’iniziativa che mira a coinvolgere quante più persone possibili che, tutte insieme, nello stesso giorno ed alla stessa ora dovranno inviare una mail alla redazione delle “Iene”. La proposta, come si legge sulla pagina del gruppo, è partita da uno degli iscritti, è stata accolta e l’appuntamento per “bombardare” la posta della redazione del programma tv è per giovedì 14 maggio alle ore 21 in punto.
Quello di “Prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità” è un grido d’allarme, una richiesta d’aiuto dei cittadini stanchi della troppa criminalità che Prato è costretta a vivere. “Con questa iniziativa – spiegano quelli del gruppo - non vogliamo mostrare solo il lato oscuro di Prato, come ci hanno accusati in altre occasioni, ma chiedere un aiuto, considerando tutte le segnalazioni che pervengono a questo gruppo e che non trovano soluzione concreta, restando inascoltate”. Il testo da inviare nella mail è stato elaborato durante un’assemblea alla quale hanno partecipato quanti hanno aderito alla proposta. Questo il link al quale inviarlo http://www.iene.mediaset.it/forms/dillo-alle-iene_1.shtml (oggetto della segnalazione #pratosiribella). Sulla pagina Fb del gruppo c’è il testo da copiare ed incollare nella mail. Nella lettera il gruppo chiede l’intervento delle Iene evidenziando la situazione critica in cui si trova Prato. “Una città vessata da episodi di criminalità di ogni tipo, come non lo è nessun'altra città italiana delle nostre dimensioni – scrivono - Solo per avere un'idea, nella classifica rilasciata da “Il Sole 24 ore” a fine 2014, siamo all'ultimo posto sul tema sicurezza fra tutte le 107 province italiane, e al primo posto per numero di stranieri in rapporto alla popolazione. Sempre secondo tale classifica, Prato è al 101° posto per rapine, e all'82mo per furti in appartamento”.
“Prato si ribella a qualsiasi forma di illegalità” ha, inoltre, fatto un’analisi delle cronache locali dei giornali. “In cinque mesi – spiegano - si sono registrati 20 furti in abitazione, 25 furti in attività commerciali, 11 furti con spaccata alle vetrine tramite auto-ariete, compresi asili nido, 8 rapine a mano armata, 20 aggressioni per strada a scopo di rapina, una decina di risse tra bande (anche a colpi di spranghe, coltelli e martelli), un numero indefinito di scippi (nell'ordine delle decine), dozzine di arresti e denunce per spaccio di droga, che avviene anche all'interno delle biblioteche.
Tali numeri – sottolineano - non provengono da dichiarazioni ufficiali della Questura, ma solo dai giornali locali che abbiamo pazientemente analizzato e riportato di volta in volta. Dobbiamo quindi tenere conto anche di tutti quei reati non denunciati o ignorati dalla cronaca cittadina. La nostra stima, ovviamente, è che in totale siano molti di più. A questi dati dobbiamo aggiungere una quantità incalcolabile di spaccate ai finestrini delle auto in sosta per rubare oggetti di basso valore. Si tratta di un reato così diffuso e frequente da risultare incalcolabile. In base ad alcune interviste fatte ai carrozzieri della città ogni giorno vengono cambiati i vetri di 20-25 auto. Riteniamo che questo fenomeno sia attribuibile all'enorme numero di tossicodipendenti (2000 diversi identificati, secondo uno studio effettuato dal Comune), che viaggia da mezza Italia (dalla Liguria all'Umbria) per recarsi nella nostra città. Qui iniziano a cercare soldi per acquistare dosi di droga (soprattutto eroina) venduta a basso costo da bande locali di spacciatori extracomunitari perfettamente organizzate. Uno dei bersagli preferiti dai tossici sono proprio le auto in sosta, a cui vengono spaccati i vetri per poi rubare e rivendere tutti quegli oggetti trovati all'interno che abbiano anche un minimo valore pecuniario. Noi cittadini – termina la mail - ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, che sembrano incapaci di riconoscere e affrontare adeguatamente il problema. Lo Stato qui sembra essere del tutto impotente, tanto che gruppi di residenti hanno iniziato a pagare di tasca propria telecamere e vigilantes privati”.
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