Il presidio
Bobo Rondelli fa scatenare i detenuti della Dogaia
Il cantautore livornese si è esibito nella palestra del carcere e non ha lesinato battute: "Sono qui da tutto il pomeriggio e non so se mi fanno uscire"
PRATO: Bobo Rondelli trasforma la palestra del carcere della Dogaia in una discoteca dove pubblico e detenuti hanno ballato, o per usare le parole dell'artista livornese “fatto le scimmie”, gli uni accanto agli altri. “E' la prima volta che vedo questo spazio, che qualche volta viene utilizzato come campo da basket o palcoscenico per le prove teatrali – ha spiega Livia Gionfrida del Teatro Metropopolare organizzatore dell' evento insieme al Comune - è così vivo. Direi che abbiamo raggiunto l'obiettivo e questa serata ha fatto tanto bene a chi qui ci vive”. Lo scopo era di aprire il carcere al pubblico, come ha spiegato il direttore Vincenzo Tedeschi: “Vogliamo far parlare della Dogaia anche sotto un altro aspetto che non sia solo quello punitivo, ma anche educativo”.
Rondelli in realtà ha fatto due spettacoli: uno nel pomeriggio per tutti i detenuti e l'altro alle 21 per un selezionato pubblico a cui si è aggiunta la compagnia teatrale interna. Tra battute (“Non era meglio invitare qui qualche topa a ballare piuttosto che me. Sono qui da tutto il pomeriggio e non so se mi fanno uscire”), vecchie canzoni e la presentazione del nuovo album “Come i carnevali” per 90 minuti il cantante livornese ha retto il palco e coinvolto il pubblico, dapprima un po' intimidito e poi sempre più scatenato. Le ultime canzoni, tra cui Everybody Needs Somebody to Love (scelta non casuale), sono state fatte in coppia con alcuni detenuti scatenando la voglia di ballo della platea. Rondelli, ancora una volta, ha dimostrato di essere un bravissimo musicista, un ballerino scatenato e un mattatore capace di parlare al suo pubblico, chiunque sia.
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