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Neonata morta al “Santo Stefano” Cinque gli indagati

Neonata morta al “Santo Stefano” Cinque gli indagati

Il reato ipotizzato dalla Procura è di omicidio colposo Si tratta di due medici, un’ostetrica e due infermiere

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PRATO. Sono cinque le persone indagate dalla Procura di Prato per omicidio colposo in relazione alla morte di una neonata avvenuta subito dopo il parto all'ospedale Santo Stefano di Prato. Si tratta di due medici, un'ostetrica e due infermieri. Queste le prime decisioni, peraltro un atto dovuto per proseguire un'indagine aperta su querela di parte, del pm del tribunale di Prato Laura Canovai, che fin dall'altro ieri aveva disposto anche l'esame autoptico sul corpicino della neonata. L'autopsia è stata effettuata ieri pomeriggio nel reparto di anatomia patologica dell'ospedale San Jacopo di Pistoia, dove la piccola salma è stata portata con un furgone delle imprese funebri Ciarnese. Ad eseguire l'esame la dottoressa Luciana Sonnellini coadiuvata da un'ostetrica. Il primo aspetto che i medici legali dovranno stabilire sono le cause certe della morte della bimba. Da una prima ricostruzione dei fatti il parto, domenica mattina, è stato complicato ed è avvenuto in due fasi. All'inizio Inizialmente il parto - la mamma è una pratese di 45 anni alla prima gravidanza - è iniziato in modo naturale, poi è sopraggiunta qualche complicazione: da quanto ha dichiarato il padre, 43 anni, ai carabinieri è stata utilizzata la ventosa per agevolare il travaglio, ma poi i medici hanno deciso di effettuare un parto cesareo. La bambina è rimasta viva per poche ore, ma poi, sofferente, il suo cuoricino ha cessato di battere. Il padre, sconvolto, si è pertanto rivolto ai carabinieri per denunciare presunti errori medici compiuti durante il parto. Ed è l'oggetto dell'inchiesta che si preannuncia lunga e complessa. La decisione del pm di iscrivere nel registro degli indagato il personale presente nella sala travaglio al momento del parto è un atto dovuto e di garanzia, che non pregiudica in nessun modo la posizione di medici e infermieri, almeno fino a quando non verranno desunte e comprovate responsabilità specifiche. L'Asl subito dopo l'accaduto ha avviato l'unità di crisi, in pratica una sorta di indagine interna per ricostruire quanto è accaduto. L'unità di crisi si è riunita una prima volta lunedì ed una seconda volta ieri, martedì. Quella di ieri serviva a programmare un "audit", un'audizione con tutte le persone presenti al momento del parto. Incontro che non è stato fatto subito perché, spiegano all'Asl, il personale è ancora sotto choc per quanto accaduto: sembra che un operatore sia addirittura svenuto per il forte trauma provocato dalla morte della neonata. L'azienda ha affiancato uno psicologo a loro come alla mamma - ancora ricoverata per il decorso post-parto, e ai familiari.

L’ultimo caso di morte neonatale a Prato risale allo scorso mese di gennaio, quando due giovani coniugi pakistani si presentarono alla Pubblica Assistenza col figlioletto già morto tra le braccia. Un sospetto caso di Sids, ma non essendoci denunce da parte dei genitori non fu aperta alcuna inchiesta. Altri due casi avvennero invece nel settembre 2014: nel primo caso il bimbo era in culla accanto alla mamma, nel secondola bimba arrivò morta all’ospedale.

Francesco Albonetti

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