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Toscana economia

Chiude un’altra tintoria, 43 lavoratori a casa

Ilenia Reali
Chiude un’altra tintoria, 43 lavoratori a casa

Aperta la procedura di mobilità alla Fenice di via Dei Fossi. Si perde un altro pezzo storico del distretto

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PRATO. E' un'emorragia senza fine quella in atto tra le tintorie e rifinizioni pratesi. Un'altra azienda storica del distretto ha deciso di chiudere i battenti. Si tratta della tintoria, conosciuta a Prato, come La Fenice. A pochi passi dall'ormai nota Eurotintoria sembra incanalata verso la stessa fine. Ai dipendenti è già stato comunicato che l'azienda chiuderà i battenti e che tutti e 43 i lavoratori andranno a casa.

La procedura di mobilità è già aperta e per oggi è già fissata un'assemblea dei lavoratori a cui, secondo voci non confermate ufficialmente, sarebbe già arrivata anche una lettera di licenziamento e ipotizzate cifre sulla buonuscita.

I motivi sono sempre gli stessi. E sono legati alle difficoltà con cui le tintorie e le rifinizioni combattono da anni. I costi fissi, del personale ma soprattutto dell'energia, sono a livelli esorbitanti mentre le tariffe che i committenti riconoscono a questa fase della filiera sono le stesse. Il lavoro inoltre non è continuo e questo spesso costringe a lavorare sotto costo.

Non è possibile però non valutare il fatto che gli imprenditori dall'altra parte della bilancia hanno opportunità allettanti: via dei Fossi è ormai diventata la strada "commerciale" per eccellenza dell'imprenditoria cinese. E a fronte di un rischio imprenditoriale elevatissimo c'è per i proprietari degli immobili un entrata sicura affittando o vendendo agli imprenditori orientali. Sembra che anche questa volta si vedrà un'azienda che verrà smontata dei propri macchinari.

Al di là delle decisioni legittime dei titolari di queste realtà è evidente che si pone di nuovo e con forza il problema del distretto tessile di Prato che sta perdendo le aziende fiori all'occhiello della filiera.

Una dopo l'altra. E se è evidente che ormai un nucleo forte di lanifici rimarrà in attività e sta pensando a un futuro è non più rimandabile la necessità di affrontare seriamente il tema della filiera che perde pezzi giorno dopo giorno bruciando flessibilità e professionalità di un distretto che solo con queste caratteristiche potrà reinventarsi.

Ilenia Reali

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