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«Mi mandi una tua foto intima?»
Incursione di un anonimo nel gruppo WhatsApp di una studentessa di dodici anni. Il padre ha sporto denuncia
PRATO. Meglio pensare che sia uno scherzo di cattivo gusto, magari fatto da qualche ragazzo più grande che, per una volta, ha voluto vestire i panni dell’orco cattivo. Perché altrimenti l’idea che malintenzionati possano introdursi così impunemente anche nei gruppi Whatsapp di ragazzini di 12 e13 anni aumenterebbe ancor di più la sensazione di insicurezza che spesso attanaglia i genitori. A restare vittima di un possibile adescamento via cellulare è una ragazzina pratese di 12 anni, studentessa in una scuola media. Con i suoi amici, come molti fanno, ha formato un gruppo su Whatsapp per scambiarsi informazioni scolastiche o extrascuola. Martedì sera improvvisamente sul display del suo cellulare è comparso un nuovo numero accompagnato da un saluto. Lo sconosciuto, col ricatto di bloccarle il telefono, chiede foto intime della ragazzina. Questo il dialogo.
Anonimo: «Ciao. Mi hanno detto di pubblicare il tuo numero e hackerare il telefono posso farlo anche se mi blocchi».
Ragazzina: «Quindi?»
Anonimo: «Ok, allora proseguo».
Ragazzina: «Aspetta. Chi sei?»
Anonimo: «Mi sono procurato il tuo numero da solo. Tranquilla quindi pubblico e hackero?»,
Ragazzina: «Io ti denuncio. Lo sai vero?»
Anonimo: «Se lo fai già avrò fatto tutto. E comunque è falso questo numero. Non è la mia prima volta».
Ragazzina: «Ma chi sei?»
Anonimo: «Un hacker. Quindi».
Ragazzina: «Cosa devo fare per non far succedere questo?».
Anonimo: «Solo alcune foto. Tutto qui semplice».
Ragazzina: «Dimmi»
Anonimo: «Foto dico prima normali. Quindi?. Devo proseguire allora. Mi dispiace».
Ragazzina: «No dimmi, dimmi. Che foto v uoi?»
Anonimo: «Intimo».
E a questo punto la conversazione viene subito chiusa dalla ragazzina che, molto turbata, avverte il padre di quanto accaduto. Il genitore ieri è andato in questura a presentare denuncia contro ignoti. Dalla figlia ha saputo che anche una sua amica alcuni giorni fa era stata vittima della stessa incursione misteriosa. L’ipotesi che possa trattarsi di uno scherzo di cattivo gusto c’è, ma va presa anche in seria considerazione che possa essere qualche adulto morbosamente interessato alle foto di ragazzine. E’ probabile che dalla questura le indagini vengano affidate alla Polizia postale specializzata in reati di questo tipo. Un campanello d’allarme che deve mettere sul chi va là famiglie ed educatori. (g.c.)
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