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Prato

Toscana economia

Dalle bottiglie di plastica nasce un filato che non prende fuoco

Ilenia Reali
Un interno d'auto firmato Apollo
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Un interno d'auto firmato Apollo

Tessuto ignifugo creato dalla plastica riciclata. Il progetto della Tecnotessile di Prato è stato inviato ad aziende come la Fiat, la pratese Apollo e la spagnola Ecima che realizzato rivestimenti per auto e teatri

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PRATO. E’ un tessuto realizzato con filato di poliestere prodotto grazie al riciclo di bottiglie d’acqua di plastica e contenitori per uso alimentare. E’ ignifugo e a un costo competitivo con lo stesso tipo di prodotto ma realizzato con poliestere vergine, non riciclato. A realizzarlo e a mettere a punto il processo Tecnotessile grazie a un piano europeo sull’innovazione tecnologica nel tessile. Il tessuto è stato inviato a importanti case automobilistiche, Fiat compresa, e ad aziende che realizzano arredamentoper spazi pubblici come cinema e teatri attraverso le aziende capofila, la pratese Apollo e la spagnola Ecima. La grande sfida del progetto non era tanto realizzare stoffe ignifughe con materiale riciclato (ce ne sono già) ma riuscire a metterle a punto rendendo accessibili e concorrenziali i costi.

"Il filato - commenta Enrico Facarella, responsabile del progetto per il Centro di ricerca Tecnotessile - è partito nel settembre del 2014. L’azienda Romei srl di Barberino che si occupa di riciclaggio ha mescolato le varie scaglie di plastica abbinando i vantaggi del materiale proveniente dalle bottiglie e quelli dei contenitori per uso alimentare: il primo è un materiale puro al100 per cento ma più difficile da trovare dal momento che viene riutilizzato quasi esclusivamente per riprodurre le bottiglie, il secondo ricco di polimeri e quindi con proprietà di barriera". Il materiale è stato poi inviato alla filatura Antex e poi lavorato dalla Apollo e da Ecima.

"Per quanto riguarda il tessuto per i rivestimenti delle auto - aggiunge Facarella - era già perfetto mentre la Ecima ha avuto bisogno di fare ulteriori trattamenti affinché rispondesse agli standard richiesti per gli spazi pubblici”. Al momento i tessuti non sono ancora in produzione ma il loro costo (4-5 per cento in meno rispetto a quelli con poliestere vergine) li rende assai competitivi. Si tratta però di un materiale ottenuto con il recupero della plastica e quindi con un impatto ambientale assai inferiore. Un progetto di ricerca, di cui Tecnotessile ha tirato le fila, che si inserisce in un piano complessivo europeo per ridurre l’inquinamento del settore tessile che è considerato al quinto posto per l’emissione di anidride carbonica.

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