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«Ora la scusa sono i cinesi ma anche 30 anni fa era così»
PRATO. Artigiani contro committenti. Un fuoco che cova da sempre, a Prato, sotto la cenere. Lo sfogo del tessitore, pubblicato il 1° maggio dal Tirreno, lo ha rialimentato. Sulla pagina Facebook la...
PRATO. Artigiani contro committenti. Un fuoco che cova da sempre, a Prato, sotto la cenere. Lo sfogo del tessitore, pubblicato il 1° maggio dal Tirreno, lo ha rialimentato. Sulla pagina Facebook la notizia è stata molto commentata ed in maniera colorita e vivace. Andrea Pagni: «Questo è stato un problema dei terzisti. Anche quando il mio babbo aveva la ritorcitura e lavorava per grossi lanifici il prezzo lo facevano loro.Era inutile che tu gli presentassi il tariffario dell'artigianato,ti rispondevano vuoi far girare le macchine o così o pomì».
Euro Ciardi: «Ora la scusa sono i cinesi ma 30 anni fa non c'erano i cinesi però le tariffe erano da fame lo stesso».
Fabio Bianchi: «Trenta anni fa non so che dirti ma io una sciarpa nel 1998 la vendevo a 5800 lire ed adesso a 3 euro. Fai tu il conto». Euro Ciardi: «Ma qui non c’è da fare tanti conti,il mio discorso è semplice: avete fatto morire tutti gli artigiani pratesi, con tariffe da fame senza avere la concorrenza di nessuno».Fabio Bianchi: «Gli artigiani li hanno fatti morire i politici facendo entrare Cina ed India nel Wto ed adesso loro vendono tutto senza dazi e quote. Rifatevela con i politici».
Gianluca Baroncelli: «Fare sciarpe a 50 centesimi per 1000 colpi, rispetto miei tempi e poco l euro, se montavi la jacquard per fare le sciarpe pagavano 1250 /1500 lire il mille!! 800 lire 850 per le resche sotto i 100 colpi a decimetro... Ed anche i telai veloci, per fare sciarpe sono comunque costretti a girare a 200/250 colpi al minuto... Meno male che nel lontano 93 ho scelto la musica!!!».
Marzia Angelini: «Io ho una stamperia stesso discorso. Ci strangolano sempre di più. Il bello che pur di prendere il lavoro agli altri anche italiani si adeguano a prezzi cinesi».
Franco Cesare: «Sempre la solita storia i lanifici danno la tariffe da fame ,ma loro vendono le stoffe a prezzi alti ,morale il guadagno per loro è alto ma a noi ci fanno credere che non guadagnano e ci tirano il collo, vedrai quando non ci sono più telai si attaccano».
Susanna Niccoli: « È sempre stato così. Mi ricordo che al mio babbo quando riportava il lavoro gli rubavano anche alla conta dei metri delle pezze....(cioè conteggiavano meno metri)». Cesare Giorgetti: «Sono anni che sento gli stessi commenti,non dovete accettare certe commesse altrimenti poi inutile lamentarsi.Cominciate a lavorare con chi le tariffe le paga !».
Leonardo Carlesi: «I titolari delle nostre aziende siamo noi e inutile fare lo scarica barile i prezzi lo possiamo accettare si o no. Il problema secondo me è la legalità».Niccolò Nesti: «Non tessete!Se tutti i tessitori facessero così e tessessero solo a tariffa il problema non sussisterebbe».
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