Il presidio
Incendio alla falegnameria, ancora nessuna prova sul dolo
Vertice in procura a Prato fra il pm Gestri che coordina le indagini, carabinieri e vigili del fuoco. L'ipotesi che qualcuno abbia appiccato il fuoco resta la più attendibile, ma non vi sono certezze. Nei prossimi giorni ci saranno altri sopralluoghi
PRATO. Prevale l'ipotesi del dolo sull'incendio che nella notte di mercoledì 29 aprile ha devastato la falegnameria Puggelli al Soccorso, bloccando per ore mezza città. Sabato 2 si è svolto un vertice in procura col pubblico ministero Lorenzo Gestri che coordina le indagini e i comandanti provinciali dei vigili del fuoco e dei carabinieri. I vigili del fuoco hanno consegnato i rilievi fotografici e i filmati sull'incendio, dai quali - precisano in procura - si può solo rafforzare l'ipotesi del dolo, ma senza che ancora sia emersa una prova regina per poter trasformare l'ipotesi in certezza. A loro volta i carabinieri hanno consegnato le prime risultanze delle loro indagini.
C'è anche un certo riserbo su alcuni particolari che emergerebbero, legati forse al fatto che l'incendio si è sviluppato in più punti contemporaneamente divorando una grande area. Per esclusione gli inquirenti hanno potuto stabilire che difficilmente ad innescare la scintilla è stato un corto circuito o una situazione a rischio, come la presenza di materiale altamente infammabile: insomma, nulla farebbe pensare che l'incendio possa essere colposo. Né dalle telecamere di sorveglianza si sarebbe notata la presenza di un intruso che si aggirava all'interno della falegnameria. Nei prossimi giorni seguiranno altri sopralluoghi che potrebbero fare una prima luce sul disastro.
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