Il Tirreno

Prato

I profughi faranno volontariato gratuito Altri cinque in arrivo

I nuovi migranti giungeranno a Prato nelle prossime ore e saranno destinati alle strutture della Valbisenzio

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PRATO. Tra stanotte e domattina sono in arrivo altri cinque profughi nella provincia di Prato. Con loro il numero dei profughi ospitati attualmente salirà a 191, rispetto ai 245 posti che Prato ha messo a disposizione nell'ambito della ripartizione toscana fatta dalla Regione. I cinque in arrivo saranno indirizzati alle strutture della Valbisenzio. Sono infatti 19 le strutture alloggiative individuate con il bando della prefettura vinto dall'associazione temporanea d'impresa costituita da tre cooperative: la Coop 22 (Santa Rita), Pane & Rose e Astir. La ripartizione prevede una disponibilità di121 posti a Prato (80 al S. Caterina, gli altri suddivisi negli immobili di via Lippini, via Marini, Via Torelli e viale Borgo Valsugana), 32 a Montemurlo (negli immobili di Via Lamarmora e via Alfieri), 38 a Vaiano (20 nella struttura di Savignano, gli altri in via Fratelli Rosselli), 26 a Poggio a Caiano (tra via Umberto I e via Lorena), 16 a Carmignano (10 a Pietranera, 6 in via Vergheretana), 12 a Vernio (via del Lastrone). Il bando prevede, per ogni profugo, una spesa giornaliera di 33,50 euro che comprende vitto, alloggio, un pocket money di 2,50 euro per minime spese personali, l'assistenza burocratica per le varie pratiche necessarie. La spesa è a carico delle cooperative che chiederanno poi i rimborsi al ministero (il quale potrà attingere eventualmente ai contributi dell'Unione europea).

Dopo i profughi di Poggio, anche quelli ospitati a Prato potranno "sdebitarsi" dell'accoglienza partecipando ad attività di volontariato in accordo col Comune. «Stiamo chiudendo una convenzione - spiega Simone Faggi, vicesindaco con delega al sociale - che consentirà ai nostri ospiti di ricambiare l'ospitalità svolgendo ore di volontariato nelle associazioni del Terzo settore o collaborando con il Comune attraverso il braccio operativo di Asm. Si tratta di volontariato puro, qualche ora messa a disposizione gratuitamente. È anche un modo per dare un senso alla loro presenza sul nostro territorio».

Nel frattempo si attende con qualche preoccupazione l'evolversi di un'emergenza straordinaria. «Non è semplice gestire questa situazione - dice Faggi - Nei prossimi giorni è probabile che ci siano ulteriori arrivi. La comunicazione avviene di giorno in giorno, senza sapere quanti e chi saranno i profughi, se la soglia fissata sarà sufficiente». Non tutti si fermano a Prato e in Toscana. Quattordici eritrei arrivati nella nostra provincia, per esempio, sono già ripartiti verso il Nord Europa. «In genere si fermano qui i profughi dell'Africa subsahariana. Gli altri, (etiopi, eritrei, sudanesi) se ne vanno nel Nord Europa dove si ricongiungono a comunità già esistenti e che possono accoglierli con la loro rete parentale e sociale». Una rete privata, in questo caso, con una minore ricaduta sulle risorse pubbliche. In Italia restano prevalentemente quelli più poveri e senza comunità di riferimento e tocca alle istituzioni farsi carico dell'accoglienza. Per almeno sei mesi, spesso di più, perché quello della richiesta d'asilo è un percorso lungo . Servono mesi, infatti, per svolgere le pratiche relative alla richiesta di protezione internazionale. Se la richiesta di asilo viene accolta, il richiedente può rimanere stabilmente nel Paese che lo ospita e a quel punto si chiude la fase dell'assistenza e il migrante dovrà trovarsi i mezzi di sostentamento, una casa. Se invece la richiesta viene respinta, difficilmente sono passati comunque meno di sei mesi. E con gli eventuali ricorsi, i tempi si allungano ulteriormente. «Ci sono alcuni stati membri dell’Ue - continua Faggi -appunto i Paesi del Nord Europa, che potrebbero benissimo accollarsi economicamente questo impegno. Manca la volontà politica. Per questo è necessario che si cominci a parlare di crisi umanitaria, andando oltre la questione dei richiedenti asilo. O si trova il modo di una ripartizione più equa tra i paesi europei o l'Italia avrà difficoltà sempre maggiori».

«Detto questo - conclude Faggi - a Prato c'è una bella sinergia tra Comune, prefettura e coop sociali e non ci sono stati grandi problemi finora per garantire fino a 245 posti disponibili. Ma basteranno?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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