Il Tirreno

Prato

Stefan, la difesa della figlia: "Ero solo una dipendente"

di Paolo Nencioni
La protesta dei dipendenti Stefan nel 2013
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La protesta dei dipendenti Stefan nel 2013

Stefania Videtta, arrestata insieme al padre Giuseppe con l'accusa di bancarotta, ha risposto alle domande del gip Isidori e ha negato di aver preso decisioni sulla gestione dei grandi magazzini

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PRATO. Ha risposto al giudice e ha raccontato la sua verità Stefania Videtta, la donna messa la scorsa settimana agli arresti domiciliari insieme al padre Giuseppe Videtta nell’inchiesta sulla presunta bancarotta del gruppo Stefan, la catena di grandi magazzini ora in amministrazione controllata dopo l’emersione di un dissesto milionario. Stefania Videtta, difesa dall’avvocato Alberto Russo, è comparsa davanti al giudice dell’udienza preliminare Silvia Isidori nell’interrogatorio di garanzia e, a differenza di quanto accade spesso, non si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

La tesi difensiva è che Stefania non doveva essere arrestata perché non sarebbe stata, come invece sostiene la Procura, uno degli amministratori di fatto di Stefan. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Antonio Sangermano, del giudice Isidori e del suo stesso avvocato difensore, Stefania Videtta ha sostenuto di essere stata una semplice dipendente, pur essendo evidentemente legata dallo stretto rapporto di parentela con l’amministratore della società. Di non aver insomma preso parte ad alcuna scelta sulla gestione dei grandi magazzini, ma di aver solo preso atto di decisioni che venivano prese da altri. La Procura ha evidentemente in mano delle carte, tra cui dichiarazioni e intercettazioni telefoniche, che invece hanno convinto il magistrato a chiedere la misura cautelare degli arresti domiciliari, sulla cui fondatezza il pubblico ministero ha insistito in aula, mentre il difensore ha chiesto l’annullamento della misura (istanza sulla quale il giudice si è riservato). Si è discusso anche dell’istanza di dissequestro di una polizza vita da 73.000 euro che è stata sequestrata a Stefania Videtta nel corso delle indagini preliminari.

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Il confronto comunque, a detta dell’avvocato difensore, è stato molto sereno. «La mia assistita ha risposto a tutte le domande senza cadute logiche - si limita a dire l’avvocato Russo - Ovviamente ci sono diverse interpretazioni sugli elementi presentati dalla Procura». In questa vicenda restano sullo sfondo gli altri otto indagati, tra cui altri soggetti ritenuti amministratori di fatto della Stefan, che non sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare, mentre sono migliorate le condizioni di Giuseppe Videtta, che ha tentato il suicidio ingerendo farmaci non appena è stato messo agli arresti domiciliari. L’avvocato Russo ha potuto scambiare con lui qualche parola sabato sera, quando l’imprenditore si è risvegliato, ed è stato tranquillizzato dai medici. Ancora non è dato sapere quando il principale indagato dell’inchiesta potrà essere sentito dal giudice. Tutto dipenderà dall’evoluzione del quadro clinico.
 

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