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Bpvi, piccoli azionisti al contrattacco
Un ex imprenditore, attraverso il legale, chiede il riacquisto del pacchetto delle azioni, un altro punta alla class action
PRATO. Dalle parole ai fatti. O meglio dai malumori alle "letteracce" indirizzate alla sede di Prato della Banca Popolare di Vicenza che la settimana scorsa ha svalutato le azioni del 23% (portandole da 62 a 48 euro l'una) senza comunicare nulla ai quasi 170.000, alcune migliaia quelli di Prato, aumentati poderosamente proprio nell'ultimo anno. Cresce e lo fa esponenzialmente, la rabbia verso l'istituto di credito.
E mentre gli imprenditori del distretto fanno i conti su quanto, il crollo delle quote Bpvi, abbia influito su capitali e bilanci (un rendiconto chiesto dall'Unione Industriale di Prato ai soci e che si concluderà il 20 aprile) alcuni avvocati si sono messi al lavoro su mandato di alcuni piccoli risparmiatori della banca finiti, o finiti in "rosso" proprio a causa della svalutazione delle azioni. Non solo, la protesta parte del basso: c'è chi propone una class action - è il caso di Simone C. imprenditore - anche lui obbligato ad acquistare un pacchetto di azioni che non riesce però a rendere all'istituto e chiama alla mobilitazione i cittadini delusi e c'è il caso che segue l'avvocato Luciano Lenzi che per conto di un risparmiatore ha preso carta e penna per inviare alla banca la richiesta di chiudere una partita a-perta da tempo.
«Si tratta - spiega l'avvocato Lenzi - di un piccolo imprenditore che aveva però con la Bpvi un rapporto personale». L'uomo, di una certa età, aveva un fido di 10.000 euro, scoperto. Per rientrare, tra mille difficoltà e cercando di perderci il meno possibile, l'imprenditore si è rivolto al fondo di investimento 4You, un pacchetto offerto dal Monte dei Paschi di Siena «a suo tempo consigliato e ceduto - scrive Lenzi nella lettera - dal vostro istituto». L'ex imprenditore ha preso i soldi e li ha versati sul conto «per pareggiarlo - prosegue l'avvocato - in questo modo credendo di essersi messo a posto almeno con la Popolare di Vicenza». E qui siamo a un anno fa: speranze deluse. «La banca - prosegue Lenzi - per mantenere l'affidamento ha chiesto al mio cliente una garanzia attraverso l'acquisto di azioni». Quante? Circa diecimila euro (un po' più del pacchetto minino di 100 azioni del valore di 6.200 euro). «Però in questo modo - prosegue l'avvocato - il mio cliente è tornato nuovamente in rosso e per la stessa cifre precedente». D'altro canto, al correntista l'affidamento faceva comodo e la banca dava garanzie di buoni rendimenti. E lo erano, effettivamente. I mesi sono passati, l'ex piccolo imprenditore non è stato in grado di rientrare «anche a causa degli interessi passivi - fa presente l'avvocato nella lettera - ben superiori anche al più ottimistico rendimento dei titoli» fino al momento nel quale - è siamo a giovedì scorso - il "rosso" è diventato "profondo" proprio a causa del crollo del valore della azioni. L'ex imprenditore non ci ha più visto e si è rivolto al legale che alla banca chiede quanto segue: «Stante gli accadimenti - scrive Lenzi - il mio cliente non può non ravvisare nel comportamento del vostro istituto una serie di illeciti che possono considerarsi iniziati con l'imposizione nei termini predetti all'acquisto delle azioni». L'ex imprenditore chiede la vendita delle azioni in suo possesso «in modo che almeno sia diminuito lo scoperto» e un accordo amichevole con la mediazione del legale. «Di clienti ai quali è stato imposto l'acquisto di azioni Bpvi - conclude l'avvocato - ne ho molti altri. Ma ancora non hanno deciso se procedere o meno».
Brutta situazione, dunque. Anche perché di casi di persone che hanno voglia di far sentire la propria voce ce ne sono almeno altri due, a partire da un’ imprenditrice con un rapporto importante con la Bpvi sede di Prato, obbligata in due circostanze ad acquistare pacchetti differenti di azioni per oltre 12.000 euro che oggi valgono decisamente meno di quanto sono state pagate. «Per mantenere il rapporto con la banca - afferma l'imprenditrice - abbiamo fatto di tutto, ci siamo svenati. Ma la sensazione è sempre quella di essere presi in giro». E Infine c'è un avvocato, Stefano Camerini, che avendo acquistato un pacchetto base di azioni Bpvi (110 per 6.200 euro) con l’accensione di un piccolo prestito, sta riflettendo se querelare la banca. «Non ho nulla da eccepire - afferma - sul trattamento ricevuto dalla filiale di Prato ma è necessario ragionare sulle scelte della dirigenza Bpvi . Mi muoverò - precisa Camerini - dopo aver fatto una serie di verifiche e se troverò almeno un’altra decina di persone disposte a seguirmi». Sul fronte della Fondazione Cassa di Risparmio che in poche ore si è trovata gli oltre ventuno milioni di euro in quote Bpvi (lo 0,5%) dimagriti di almeno quattro e mezzo, di prese di posizioni ancora non ce ne sono. Il cda si è riunito martedì scorso e ha preso atto della situazione in attesa, prossimamente, di una riunione allargata al comitato d'indirizzo.
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